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QUALCHE PAROLA DI INTRODUZIONE…

Pensando al mondo gastro-eno-gourmet in italia, penso ad un mondo su cui circola poca informazione… e a volte quella che circola nel “mainstream” è anche faziosa. E’ un mondo a volte chiuso su se stesso come (appunto) un riccio di mare. Quante volte il concetto di “ristorante di qualità” è associato al concetto di “ristorante costoso”? Quante volte una pizza scadente viene preferita a migliori alternative solo in base alla colonna destra del menù?

Il riccio di mare per quanto coriaceo e spinoso all’interno è anche succulento dentro…

Il concetto di qulità/prezzo è sempre il nocciolo della questione, in fondo ognuno ricerca la perfezione: non la perfezione assoluta, ma la perfezione in base ai propri soldi. Ma vale davvero la pena spendere a quel 20% in più? Forse si, perchè quel 20% può crescere esponenzialmente sulla scala della goduria.

Questo blog nasce innanzitutto come promemoria personale, per tenere traccia di ricordi ed esperienze, senza garanzie di aggiornamento regolari ne di omogeneità dei contenuti… ma anche per compiacere il mio ego e fare un po’ di divulgazione.

La critica eno-gastronomica si sta spostando sempre più velocemente dalle guide cartacee al web. Le guide rivestono ancora una fondamentale importanza come punto di partenza, ma il grosso della discussione avviene nel villaggio globale. I food-blog e altri siti specializzati si moltiplicano e qualche voce in più non può fare che bene alla discussione.

Perchè “Ricci di Mare”? Prima di tutto perchè li adoro, ma anche perchè vorrei dare il mio piccolo contributo a fare aprire il riccio e arrivare al succoso contenuto 🙂

Chiudo con una massima tratta dal celeberrimo film “Ratatouille” di Dinsey-Pixar, la cui visione è caldamente raccomandata a chiunque non l’abbia ancora visto (spero pochi), che ci ha regalato la magnifica figura del critico culinario Anton Ego che così si esprime nella sua ultima recensione:

“Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative che sono uno spasso da scrivere e da leggere. Ma la triste realtà, cui ci dobbiamo rassegnare, è che nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale.”

DISCLAIMER VARI ED EVENTUALI A RIEMPIMENTO GRADUALE:

  • Tutti i commenti sono benvenuti, tranne quelli offensivi che saranno rimossi a personalissimo giudizio di chi scrive.
  • A volte è fin troppo facile scrivere nascondendosi dietro un nick. Al mio tuttavia ci sono piuttosto affezionato e oltretutto non posso nemmeno cambiarlo per questioni tecniche. I miei dati sono comunque reperibili nelle informazioni di registrazione del dominio o sul mio profilo personale di Facebook. (Badge in calce)
  • Non avendo intenzione (e forse nemmeno la capacità 😛 ) di esprimere giudizi oggettivi tutto quanto espresso è direttamente riconducibile alla personalissima soggettività dello scrivente. Come corollario della regola non darò nemmeno voti… Anche se in fondo mi dispiace 😉
  • In aperta contraddizione con quanto sopra affermato, a partire da Novembre 2010 ho deciso di inserire quello che è a tutti gli effetti un voto, ma in realtà non vuole avere nessuna velleità di oggettività. Si tratta semplicemente di un “indice di gradimento” personale e opinabile dell’esperienza in un ristorante.
  • Il conto è da sempre è il pomo della discordia fra i food-blogger. Non ho una posizione ben definita in merito, ma preciso che il conto dei locali trattati è sempre stato pagato. In caso di post inerenti pranzi/cene offerte, la cosa verrà esplicitamente menzionata.

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