Nuovo corso @ Trippi – Montagna in Valtellina (SO)


Il cambiamento, con tutti i rischi che comporta, è la legge dell’esistenza. In questo caso i rischi erano assai pochi, considerando i fin troppo evidenti segnali di decadenza della precedente gestione di questo storicissimo locale sondriese.

Infatti a partire da ottobre 2013, si respira aria nuova in questa baita nella prima periferia del capoluogo tellino (anche se formalmente siamo nel territorio comunale di Montagna): accorciamento del nome (via il Grumello), una ritinteggiata alle sale (sostanzialmente invariate) e una profonda rivisitazione del menù.

La cosa sembra quasi raccogliere i velati suggerimenti del mio precedente post, con una significativa riduzione del numero di portate ed una maggiore attenzione alla qualità degli ingredienti. Il restyling dello chef Gianluca Bassola e della compagna (moglie?) Elena, equamente ripartiti fra sala e cucina, parte insomma con le giuste premesse. Continua a leggere “Nuovo corso @ Trippi – Montagna in Valtellina (SO)”

Al termine dell’universo @ Chalet Mattias – Livigno (SO)


Al termine dell’universo c’è sempre un ristorante. Lo scriveva Douglas Adams nel 1978, ma la cosa può essere verificata recandosi -ad esempio- a Livigno… che è un po’ il termine dell’universo de noartri.

In una conca, a pressoché 50km da qualsiasi altro essere vivente che non sia un bovino o una marmotta, alcune cose potrebbero apparire surreali, come ad esempio trovare la miglior materia prima marina della provincia di Sondrio (che, già di per sé, è una contraddizione in termini). Bisogna forse di ringraziare i denarosi frequentatori della (relativamente) vicina St. Moritz, evidentemente avvezzi a mangiare ostriche e aragoste a 2000m di quota.

Sta di fatto che la collezione estiva (così è scritto sul menù) dello chef Mattias Peri punta fortemente sul pescato di acqua salata, complice una temperatura che, nonostante l’altitudine, tende a sconsigliare l’abuso dei tradizionali pizzoccheri. Continua a leggere “Al termine dell’universo @ Chalet Mattias – Livigno (SO)”

L’originalità ritrovata @ Compagnia delle Osterie – Morbegno (SO)


È la personalità che fa la differenza, e negli ultimi tempi in Valtellina si è decisamente sentita la mancanza di cucine che ne sono dotate. La perdita di alcuni dei cuochi più originali (vuoi per trasferimenti fuori valle, vuoi per altri motivi) ha ulteriormente accentuato il già radicato tradizionalismo gastronomico della zona.

Una delle figure che ho sempre ritenuto più interessanti è stato Daniele Pennati, inizialmente dietro i fornelli del ristorante Soltojo di Caiolo, di cui avevo perso le tracce dopo il divorzio con l’allora proprietà… fino alla subitanea ricomparsa in questo nuovo locale morbegnese.

Il tempo certo ha portato consiglio: qualche colpo di testa in meno e un po’ più di concretezza hanno giovato alla cucina del giovane chef, sempre pregna di citazioni a più illustri colleghi (il tuorlo d’uovo marinato di Carlo Cracco, o il finto sigaro dei fratelli Roca, giusto per citarne alcuni). Continua a leggere “L’originalità ritrovata @ Compagnia delle Osterie – Morbegno (SO)”

Baricentri @ Altavilla – Bianzone (SO)


E’ curioso notare come le punte di eccellenza della provincia di Sondrio si trovino agli estremi limiti geografici della stessa, e sempre nei pressi del confine con la Confederazione Elvetica, come se l’essere nel bel mezzo della valle rappresentasse in qualche modo un ostacolo a proporre cucina di qualità.

Stiamo parlando in questo caso del Cantinone di Madesimo, Lanterna Verde di Villa di Chiavenna e Chalet Mattias di Livigno, tutti più o meno abbondantemente trattati sulle pagine telematiche di questo blog. Il guidarolo incallito potrebbe sbandierare come eccezione il neo-sgommato Gimmy’s al passo dell’Aprica, la cui cucina, quantomeno ai tempi della mia visita, era ancora (secondo me, né ;-)) immatura per quanto assai promettente.

Sta di fatto che percorrendo la valle da Chiavenna a Livigno sono pochi i locali capaci di provocare un certo sollucchero alle papille gustative. Tuttavia nei pressi di Tirano, la città di confine fra la parte "bassa" e quella "alta" della Valtellina, staziona sulla retica mezzacosta una delle mie soste predilette per la cucina tipica della zona: la locanda-trattoria Altavilla.

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Sul doppio turno @ Al Filò – Bormio (SO)


Che il posto sia popolare lo si può già capire telefonando per prenotare. Se arriverete all’ultimo istante troverete tutto inesorabilmente esaurito. Al penultimo istante vi verrà proposto un tavolo alle 19.30 con l’avvertenza di liberarlo tassativamente entro le 21. Chiamando invece per tempo avrete la possibilità di scegliere in quale dei due turni, su cui si svolge il servizio serale, pianificare la vostra visita… e tutto questo nonostante la copiosa quantità di coperti che troverete nella sala sotterranea dal bel soffitto a volta e dall’arredamento mediamente anonimo.

Il servizio gira veloce, vuoi per l’affinata esperienza del personale di sala e vuoi per il supporto telematico, che siamo più usi a vedere nella pizzeria all’angolo che non nel locale in odore di asterisco Michelin. D’altronde, riuscire a sfamare numerose bocche può considerarsi uno dei requisiti fondamentali per poter mantenere i prezzi a livelli di grande civiltà, nonostante la spiccata vocazione turistica della lochèscion.

Nel brusio generale (d’altronde il nome “filò” rimanda al chiacchericcio della corte di paese) diamo un’occhiata alla lista, che non regala divagazioni extra-territoriali, rimanendo incentrata su una cucina di terra, con l’eccezione della trota pescata nei torrenti della zona. Continua a leggere “Sul doppio turno @ Al Filò – Bormio (SO)”

Un anno dopo @ Soltojo – Caiolo (SO)


Ne è scesa di acqua dall’adiacente cascata dall’apertura di questo meritevole ristorante nel Dicembre 2009. E nonostante le incertezze dovute alla fase di rodaggio, e all’inesperienza dei proprietari nel campo della ristorazione, il futuro si palesava promettente, con alla base una linea di cucina creativa ben eseguita e non ostica, spalleggiata da una imponente cantina e da un gradevole ambiente minimal chic.

La fine della collaborazione con il giovane chef Daniele Penati ha segnato negli ultimi mesi un deciso cambio di rotta per il Soltojo (pronunciasi Soltogio) che, dopo un paio di settimane di chiusura, si ripresenta al pubblico con una decisa semplificazione della linea di cucina, accompagnata da un progressivo restyling della cantina, tendente ad eliminare bottiglie importanti ma invendibili (quantomeno in Valtellina di Petrus se ne sbolognano ben pochi), per concentrarsi su produzioni di fascia più abbordabile.

Dietro i fornelli oggi l’ancor più giovane Junio Pini, ex secondo in comando nella bella cucina a vista, mentre la coppia David & Laura gestisce la sala dai vitrei pavimenti in maniera più smaliziata di un tempo. Continua a leggere “Un anno dopo @ Soltojo – Caiolo (SO)”

L’ambiente non basta @ 1862 Ristorante della Posta – Sondrio


Se per caso siete capitati su questa pagina è doveroso segnalare il netto miglioramento del 1862 Ristorante della Posta, di cui trovate il nuovo racconto aggiornato al 24/02/2015 qui. Quanto segue è da considerarsi ormai obsoleto.

Di certo la location è la più prestigiosa di Sondrio: un antico palazzo nel pieno centro, da poco ristrutturato per diventare albergo di gusto e charme. E con tante aspettative che viaggiano fra i pavimenti di marmo e le belle volte affrescante è impensabile, in questi tempi di foodie, non affiancare anche il ristorante gourmet d’ordinanza.

Svariate sale, grandi e piccole, moderne e classiche, ma tutte arredate con intelligente sobrietà, fanno da contorno alla cucina del Ristorante della Posta (1862)… perché è risaputo che un ristorante non è fatto solamente da quello che ci si ritrova nel piatto.

Tralasciando -per un attimo- la cucina, potremmo parlare allora della carta dei vini, decisamente poco estesa (e con qualche bottiglia sempre in riassortimento), ma tuttavia in grado di coprire le esigenze di abbinamento del gourmet non troppo smaliziato.

Oppure potremmo anche soffermarci sul servizio, che vuole decisamente puntare in alto, alleggerendo (ad esempio) il cliente dalla responsabilità della mescita delle bevande, ma che si rivela un po’ ingenuo e qualche volta in affanno… pur non mancando della doverosa cortesia.

Si potrebbe persino far notare una generale carenza di attenzione, specialmente quando viene servito il pane bianco tagliato diverse ore prima.

Ma sono davvero dettagli su cui si può passare sopra in un ristorante che ha anche in carta portate da 30€? Continua a leggere “L’ambiente non basta @ 1862 Ristorante della Posta – Sondrio”