Langhe e ricordi @ Guido – Serralunga d’Alba (CN)


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La famiglia Alciati è un’istituzione della ristorazione nelle Langhe. Fin dagli anni ’60, nel primo ristorante di Costigliole d’Asti gestito da Guido Alciati e dalla moglie Lidia, si professava una cucina basata sulla stagionalità degli ingredienti e sulla rielaborazione in chiave moderna della cucina tradizionale piemontese: concetti che oggi fanno parte della normalità, ma che ai tempi erano assolutamente rivoluzionari.

La tradizione si è perpetuata (e perfino sdoppiata) nella generazione successiva con il figlio Andrea a Santo Stefano Belbo sotto l’insegna di “Guido da Costigliole” e i fratelli Ugo (cucina) e Piero (sala) nella villa reale all’interno della tenuta di Fontanafredda a Serralunga d’Alba (CN).

Il brand Fontanafredda è un’altra delle trovate del solito Oscar Farinetti, che oltre a rilanciare vigna e cantina, ha creato uno spazio polifunzionale incentrato sul Wine&Food, dove non poteva -ovviamente- mancare il ristorante gourmet (per giunta stellato), da qualche anno nelle mani dei sopraccitati fratelli Alciati. Continua a leggere “Langhe e ricordi @ Guido – Serralunga d’Alba (CN)”

Di riso e ricordi @ Macallé – Momo (NO)


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Fu proprio qui che ebbi la mia prima epifania gastronomica. Correvano gli anni 80 e la mia età non era ancora in doppia cifra quando il riso “Macallè” provoco tali fremiti goduriosi che Massimo Bottura levati. Naturale poi che l’esperienza, rimasta sostanzialmente unica, venga poi negli anni elevata a livello quintessenziale e diventi un po’ l’irraggiungibile metro di riferimento per qualsiasi confronto culinario futuro: un po’ come la prima dose per il tossicomane. Tutt’oggi sono in cerca di quella sensazione ad ogni assaggio.

Sono dovuti passare 30 anni prima che mi decidessi a riassaggiare quel piatto. D’altronde il rischio che poi non si rivelasse all’altezza, come già successo in altre occasioni, era decisamente elevato per una serie di fattori quasi ovvii: inesperienza dei tempi, possibile decrescita della qualità, idealizzazione del ricordo e così via. Continua a leggere “Di riso e ricordi @ Macallé – Momo (NO)”

Bonaccia @ Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)


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E’ innegabile che la popolarità di Antonino Cannavacciuolo sia esponenzialmente cresciuta negli ultimi anni, al pari della clientela del suo ristorante principale di Orta San Giulio, che ormai può vantare una lista di attesa di un paio di mesi per qualsiasi giorno della settimana. Diretta conseguenza anche l’apertura del bistrot novarese (di cui già parlammo qui) e l’ormai imminente gemello a Torino.

L’esposizione mediatica tende però ad attirare una tipologia di avventore decisamente meno esigente (se così possiamo dire) e il legittimo dubbio dell’estimatore della prima ora, come già ci chiedemmo per Carlo Cracco qualche tempo fa, è se l’eccesso di successo (e mi si scusi la rima) possa in qualche modo aver influito sulla qualità.

Di certo l’amenità dell’ambiente non ne ha risentito: siamo sempre nella meravigliosa villa in stile moresco sulle sponde del lago d’Orta, alle cui barocche sale fanno da contraltare tovagliati lunghi e posateria d’argento, senza nessuna concessione alle mode minimaliste nordiche. Forse più in affanno il servizio, anche se testato a fine stagione quando la stanchezza del personale di sala si fa ormai palpabile. Continua a leggere “Bonaccia @ Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)”

Fusione @ KIDO-Ism – Torino


Qualcuno ha pure detto che è il migliore ristorante di Torino. Sicuramente abbastanza per solleticare la mia curiosità e la conseguente smania di confutazione. La cosa si fa ancora più interessante se si pensa che non si sta parlando di cucina tradizionale, ma bensì di un locale che staziona ai confini dell’etnico.

Potrei rispolverare il termine "fusion" una volta tanto non a sproposito: la contaminazione di culture differenti è sicuramente un aspetto non marginale nell’ambito della ristorazione, che negli ultimi anni ha portato un nutrito numero di cuochi a guardare sempre più verso oriente, e ad importare tecniche e gusti delle cucine medio ed estremo-orientali.

L’interpretazione dello chef Takashi Kido è persino più personale e quindi intrinsecamente borderline: nato e cresciuto professionalmente in Giappone, si è trasferito poi in Spagna ed in Italia, e oggi concretizza il suo background lavorativo in un ibrido alquanto originale ed innovativo. Continua a leggere “Fusione @ KIDO-Ism – Torino”

Cucina da incubo? @ Cannavacciuolo Cafè & Bistrot


Cinque anni fa, data in cui ne scrissi per l’ultima volta, il nome di Antonino Cannavacciuolo era noto solo all’interno della cerchia di appassionati gourmet. A fine 2015 lo cheffone partenopeo è entrato nell’immaginario collettivo come colui che, a suon di pacche sulle spalle, raddrizza le sorti di improbabili ristoranti, fino alla definitiva consacrazione come quarto giudice di Master Chef.

Sulla veridicità delle trasmissioni ci sarebbe da spendere più di una parola, così come sulle sorti dei ristoranti "raddrizzati" (consiglio solo la lettura di questo vecchio post del vate Visintin per avere una idea verosimile), ma si sa che noi appassionati della prima ora siamo sempre alla ricerca dell’arrosto, più che del fumo che staziona intorno.

La recente apertura del bistrot del cuocone partenopeo trapiantato in Piemonte si è rivelata un’occasione interessante per verificare se la filosofia generosamente elargita nella versione nostrana di Kitchen Nightmares trova effettivo riscontro in un locale senza presidio diretto. Continua a leggere “Cucina da incubo? @ Cannavacciuolo Cafè & Bistrot”

>50 @ Combal.zero – Rivoli (TO)


L’Italia ha preso una bella batosta nella classifica dei 50 migliori ristoranti del mondo stilata da Restaurant Magazine e finanziarimanete pompata da S. Pellegrino, sopratutto in virtù dell’esclusione di Davide Scabin, ma anche per il mancato ingresso in lista di Enrico Crippa su cui molti scommettevano alla vigilia.

Sarei persino disposto a farmene una ragione per l’uscita di Carlo Cracco, chef ormai troppo mediaticamente commerciale per meritarsi le attenzioni dei giurati, come se l’eccesso di mediaticità nuocesse alla qualità della cucina, ma per Scabin proprio no!

Da anni considerato "lo che più creativo della cucina italiana", Davide Scabin ha sempre tenuto un approccio estremamente giocoso verso il cibo, concettualizzandolo e dando molto importanza alla presentazione, o "packaging", come molti amano dire parlando di questo estroso personaggio.

Di certo, in linea con le tendenze culinarie degli ultimi anni, le estrosità si sono un po’ ridotte, mentre è invece rimasta costante l’attenzione verso il gusto… perché parliamo innanzitutto di un grande cuoco nel senso più "tradizionale" del termine. Continua a leggere “>50 @ Combal.zero – Rivoli (TO)”

Tutto il mondo è paese @ La Barrique – Torino


E rieccoci con i tovagliati lunghi (in questo caso lunghissimi, direi quasi fastidiosi), appetizer e pre-dessert, servizio cortese e un po’ ingessato e un ambiente stile bomboniera… l’ideale per compiacere gli ispettori della guida rubiconda dei cugini transalpini.

Non che la cosa mi dispiaccia, visto che il desiderata finale è solo quello di "stare bene", ma pungolato dal continuo starnazzare sul fatto che la ristorazione come la conosciamo è bella che morta e sepolta, che c’è crisi e che bisogna cambiare l’approccio alla clientela, prendo atto che, nonostante tutto, il modello in stile "asterisco Michelin" miete sempre molti consensi… almeno a giudicare dal pienone di un sabato a pranzo 😉

Capiamoci subito: è solo uno sfogo estemporaneo, perché alla Barrique si sta bene e si mangia altrettanto. E’ solo una effimera constatazione su quanto tutto il sistema ristorazione sia refrattario ai cambiamenti.

In questo bel locale torinese tutto scorre liscio, con una cucina di terra e mare, in giusto equilibrio fra tradizione e innovazione.
Volendo costruire il pranzo intorno ad una bottiglia di un rosso piemontese serio, la carta appare un po’ sbilanciata nelle proposte. La scelta sugli antipasti (escludendo il foie gras, che richiede quasi obbligatoriamente un passito) e sui primi si riduce ad un singolo piatto, mentre sui secondi le proposte di carne sovrastano decisamente quelle di pesce lasciando margini di scelta più ampi. Continua a leggere “Tutto il mondo è paese @ La Barrique – Torino”