Amore e altre sciocchezze @ Taverna del Castello – Torrechiara (PR)


Il castello di Torrechiara racconta anche una storia d’amore. Costruito nel 1448, insieme ad altri, dal conte Pier Maria II de’ Rossi per la sua amante Bianca Pellegrini da Arluno. Dettaglio non trascurabile, anche se decisamente più prosaico, il fatto che il conte abbia potuto avvicinare la gentil dama solo a seguito della decisione della di lui prima moglie di ritirarsi in convento, dopo svariati anni di matrimonio e una decina di figli.

Il castello rimane oggi uno dei più fulgidi esempi di architettura del genere presenti in Italia, poiché unisce elementi tipicamente medievali ad altri di impronta rinascimentale. Le volte affrescate e la bellissima camera d’oro lo rendono una tappa d’obbligo per chi si trovi a passare per il fu ducato di Parma e Piacenza, senza contare la sua posizione dominante, che dona al panorama circostante un elevato tasso di amenità.

Per il gourmet, subito dopo la visita, si presenta immantinente il problema di dove mangiare. La regola aurea suggerirebbe di saltare in macchina e allontanarsi dalla zona turistica, tuttavia (anche grazie alla complicità della “Rossa Sgommata”) ci si potrebbe trovare attratti anche dalla Taverna del Castello, sita a non più didieci passi dall’ingresso, proprio nell’adiacente e pittoresco borgo medievale. Continua a leggere “Amore e altre sciocchezze @ Taverna del Castello – Torrechiara (PR)”

Per edonisti @ Mentana 104 – Parma


Di sicuro non scorderete l’indirizzo, visto che coincide con il nome del locale, ubicato in quella che una volta era a malapena considerata periferia, proprio a ridosso delle mura del carcere di Parma.

Una sala di vocazione bohemienne, quasi scolpita, più che costruita, in una cantina un tempo adibita alla stagionatura e stoccaggio di formaggi, dove i divanetti rossi e le luci soffuse faticano a nascondere il vecchio utilizzo di queste stanze.

Un arredamento retrò, da caffè degli artisti, tradisce la passione letteraria di Luca Farinotti, scrittore prima che ristoratore, ma vero maitre a penser di questo locale, manco a dirlo di tendenza, con una certa predilezione da parte della clientela universitaria. Continua a leggere “Per edonisti @ Mentana 104 – Parma”

E l’arrosto? @ Ferlaro – Sala Baganza (PR)


Al sopraggiungere delle tenebre diventa arduo non scorgere, percorrendo la strada che da Collecchio porta a Sala Baganza, la sagoma arancione del Ferlaro Restaurant, soprattutto in virtù della vistosa scalinata illuminata in stile red-carpet hollywoodiano.

E d’estate le sedute esterne in stile “regista” completano quest’impressione quasi cinematografica, accompagnate da una vista estensiva sul limitrofo parco dei boschi di Carrega. Più fredda, ma non certo asettica, la sala interna dal soffitto ligneo e tavoli con apparecchiatura minimal-convenzionale.

Una scorsa, anche superficiale, alla minuta delle vivande palesa un abuso del termine “croccante”, indistintamente accoppiato a patate, prosciutti, pancette e polli… ma tutta questa profusione di croccantezze non trova molto riscontro nelle preparazioni, come ad esempio l’insalata di pollo (croccante ovviamente) caratterizzata da una frittura grossolana ed unta, la cui colatura andrà tra l’altro ad impregnare il copioso verde alla base. Continua a leggere “E l’arrosto? @ Ferlaro – Sala Baganza (PR)”

Il tempio @ Cocchi – Parma


A Parma Cocchi è “il tempio”. Ma non vi si venerano entità eteree ed impalpabili, ma qualcosa di molto più peccaminosamente terreno: la cucina parmigiana. A detta di molti l’espressione migliore della gastronomia cittadina la troviamo proprio qui; e sono probabilmente gli stessi molti che affollano le sale del ristorante praticamente tutti i giorni della settimana (prenotazione raccomandata quindi).

A giudicare da cilindrata e tipologia delle macchine ammassate fuori dall’albergo/ristorante, il locale vanta sicuramente una clientela di “profilo alto”, cosa confermata da prezzi non certo astronomici ma che comunque si attestano piuttosto al di sopra della media della tipica mangiatoia tradizionale.

Cocchi si sta ormai avvicinando al traguardo del secolo di storia (data di fondazione 1925), e di certo qualche restauro di mezzo c’è pure stato, ma l’impatto all’ingresso è sempre di moderata eleganza, con quei candidi pavimenti marmorei e quelle sedie lignee di gusto non certamente avanguardista. E poi i tavoli adeguatamente distanziati ed il servizio solerte ed in divisa. Continua a leggere “Il tempio @ Cocchi – Parma”

Oltre la tradizione @ Ai Due Platani – Parma


Di platani sulla strada ce ne sono parecchi, anche perché siamo nella campagna immediatamente adiacente Parma, ma quelli davanti alla porta del ristorante sono effettivamente due. Ma siamo proprio sicuri di dover usare il termine “ristorante” rispetto a qualcosa di più ruspante tipo “trattoria” od “osteria”?

La discussione sulla semantica si fa ardua e diverse persone sicuramente più compeTenti del sottoscritto hanno già provato a dare una risposta. Partendo da una definizione da enciclopedia sinteticamente abbiamo:

  • Ristorante: locale formale con posti assegnati e servizio al tavolo.
  • Trattoria: locale tipico e popolare con cibi caratteristici della zona.
  • Osteria: originariamente destinato al consumo di vino, è possibile consumare anche alimenti forniti dal locale o portati dall’esterno.

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Eno-centro sociale @ Ombre Rosse – Parma


E’ ristorante. E’ enoteca. E’ wine-bar. Sicuramente Ombre Rosse è un locale dalle svariate sfaccettature, che non appaiono tuttavia ben definite. I confini sono anzi così labili da rendere la situazione alquanto caotica… o assolutamente uniforme, a seconda dei punti di vista.

C’è una bella sala adibita a ristorante, dalle pareti fucsia e dal soffitto affrescato, con ingresso sulla via principale (Borgo Giacomo Tommasini), e anche una serie di locali assai meno luminosi (con annesso cortile per i mesi estivi) a cui si accede da una isolata traversa, che assurgono invece al ruolo di wine-bar. Nella prima location si serve da mangiare e si vendono bottiglie sia per il consumo diretto al tavolo che da asporto, e nella seconda pure. Nel wine-bar l’apparecchiatura è rigorosamente cartacea mentre nel ristorante… pure.

Il menù è quindi quello che dovrebbe fare la differenza, con piatti più elaborati nel contesto "principale" affiancati da una carta dei vini all’altezza… ma è quasi inutile dire che non vi sono differenze nelle minute delle vivande, nonostante il sito web si premuri di fornire due diffenti link.

La cosa che differenzia veramente le due facce della medaglia Ombre Rosse è l’affluenza di clientela, che predilige nettamente l’atmosfera new age dell’imboscata enoteca ai toni più barocchi della sala ristorante.
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La seconda chance @ Relais Galù – San Secondo Parmense (PR)


Nonostante la loro staticità, dovuta in primis agli ormai vetusti aggiornamenti annuali, le classiche guide cartacee possono ancora offrire spunti interessanti, soprattutto in virtù della loro capillare copertura del territorio.

E’ indubbio che la rete cronologicamente arrivi sempre prima, ma alcuni locali meritevoli, magari lontani dalle rotte seguite abitualmente dai food bloggers, potrebbero rimanere appannaggio della vecchia critica su pergamena.

L’edizione 2012 della guida dell’Espresso, con poche altre novità, ha segnalato 10 giovani promesse da tenere sotto controllo per il futuro… e putacaso una di queste si viene fortunatamente a collocare nelle adiacenze di Parma, zona che -volente o nolente- mi ritrovo a frequentare con una certa costanza.

Il passaggio al Relais Galù, elegante cascina ristrutturata nel bel mezzo del bucolico nulla assoluto della bassa, è risultato quindi quanto mai irrinunciabile. Continua a leggere “La seconda chance @ Relais Galù – San Secondo Parmense (PR)”