Nord-Est @ Aquavit – New York (U.S.A.)


La cucina di avanguardia si sposta sempre più a nord. L’ha detto la critica… o per lo meno quella più istituzionale targata S. Pellegrino. E quindi la Scandinavia (e limitrofi) diventa la nuova Spagna, che a sua volta era la nuova Francia. Almeno fino al primo giugno quando scopriremo se la critica di cui sopra si degnerà improvvisamente di volgere lo sguardo verso sud.

In Italia non se ne trova traccia, a parte nelle polpette dell’Ikea, ma nel melting pot newyorkese appare quasi scontato trovare una delle migliori espressioni della cucina nordica, per giunta in quota rosa e con due (dico due) patacche michelin e con prezzi sotto la media degli altri locali equamente dotati di stelle.

In carta due degustazioni (135 e 105 verdoni) e un menù tre portate a prezzo fisso (85 verdoni): siccome la verità sta nel mezzo mi butto su una sequenza di cinque arricchita dai soliti intermezzi dalla cucina. Continua a leggere “Nord-Est @ Aquavit – New York (U.S.A.)”

Del perché la World’s 50 Best non mi piace


L’edizione 2012 della "The World’s 50 Best Restaurants, sponsored by S.Pellegrino and Acqua Panna", nome altisonante che indica il concorso che da quasi 10 anni elegge i 50 migliori ristoranti del mondo, non ha certo portato risultati brillanti per l’Italia che ha perso 3 dei 6 ristoranti in classifica l’anno scorso, registrando inoltre per i restanti una lieve tendenza al ribasso.

La World’s 50 Best è ormai considerata una sorta di premio Oscar della cucina e, per quanto molti si sforzino di prenderla in maniera diciamo "giocosa", questa graduatoria ha un enorme potere commerciale. Sono molto esplicative in questo senso le parole di Rene Redzepi del Noma di Copenaghen (ristorante da 3 anni in prima posizione): “1204 persone sulla lista d’attesa di stasera. Stessa data nel 2008: 14 ospiti in tutto il giorno”. Continua a leggere “Del perché la World’s 50 Best non mi piace”