Dopo Master Chef… @ Cracco – Milano


A gennaio 2011, data dell’ultima volta di cui ne scrissi, Carlo Cracco era una figura conosciuta sostanzialmente all’interno del circuito gourmet. Allora non avrei mai immaginato che, complice la partecipazione a Master Chef e Hell’s Kitchen Italia, sarebbe addirittura riuscito a soppiantare Gianfranco Vissani nel ruolo di "chef più mediatico d’Italia", assurgendo nel contempo ad icona sexy.

Un eccesso di impegni extra-cucina potrebbe magari nuocere all’attenzione riversata nel proprio ristorante, anche potendo contare su un fidato vice come Matteo Baronetto, collaboratore quasi ventennale. Peccato che circa un anno fa il suddetto Baronetto (e mi si scusi la rima) abbia intrapreso la carriera solista, andando a gestire le cucine dello storico ristorante "Al Cambio" di Torino.

Sembra che la cosa non abbia turbato particolarmente il "bel carlo", che ha anzi riversato ancora maggiori attenzioni nella sua originaria creatura, riuscendo ad essere piuttosto presente nelle cucine del suo ristorante (cosa che potrete personalmente verificare riuscendo a desinare nell’ambito table du chef) affidando nel contempo il ruolo di secondo in comando a Luca Sacchi, da quasi un decennio chef pasticcere nel bunker milanese. Continua a leggere “Dopo Master Chef… @ Cracco – Milano”

Update @ Manna – Milano


Questo è probabilmente il posto di cui ho parlato (scritto) meno, in proporzione al numero di volte che ci sono stato. Le motivazioni sono variegate e comprendono l’accidia, impegni lavorativi sempre più pressanti e (fondamentalmente) la sostanziale costanza qualitativa di questo interessante ristorante milanese.

Difficile uscire delusi (non date retta a Trip Advisor, che tanto si sa…) dal locale di Matteo Fronduti, chef torreggiante e dall’aspetto minaccioso, una delle realtà più interessanti (per me, né) nel panorama della ristorazione all’ombra della Madonnina.

In uno di quegli angoli tranquilli dove "non sembra nemmeno di essere a Milano", disperso nelle traverse fra viale Monza e via Palmanova, potrete assaggiare una cucina creativa nella concezione e concreta nella realizzazione, a prezzi di grande civiltà, soprattutto raffrontati al contesto meneghino. Continua a leggere “Update @ Manna – Milano”

Promesse e certezze @ La Brioschina – Milano


E’ sempre stato una promessa, e di questo se ne erano accorti in molti fin da subito. Ma di acqua ne è passata sotto i ponti dell’adiacente Naviglio Pavese, per non aspettarsi niente di meno che solide certezze.

In posizione piuttosto defilata rispetto alla movida che furoreggia nella zona limitrofa alla darsena, il locale compensa la lontananza dalla folla -sempre che questo si possa considerare un difetto- con una sala che emana accoglienza in ogni angolo, con tanto di pianoforte a coda e salottino per fumatori.

Le visite sono state perfino troppo cronologicamente distanziate, ma il ristorante dello chef Edoardo Ruggiero sembra aver trovato da tempo la sua dimensione, con una cucina basata sulla tradizione meneghina, ma capace contemporaneamente di andare oltre, in maniera sapiente -financo timida- per non snaturare piatti e sapori che la storia ha già consolidato. Continua a leggere “Promesse e certezze @ La Brioschina – Milano”

Il terzo gode @ Pisacco – Milano


E’ dal rientro dalle vacanze estive che l’attesa si era fatta trepidante. La telenovela gastronomica di piazza della Scala si è protratta per un po’ fra voci di corridoio, smentite e auspicate riappacificazioni. Ma alla fine il divorzio fra il torreggiante chef Andrea Berton e la maison Trussardi si è alla fine consumato, lasciando sul campo un asterisco Michelin e la nuova consulenza dell’onnipresente Carlo Cracco, che, complice la ripresa di Master Chef, nel suo omonimo ristorante ci starà sempre meno.

Fra i due litiganti il terzo che gode è rappresentato da questo locale di nuova apertura in zona Brera, dall’enigmatico nome di Pisacco, che ha strombazzato a destra e a manca la consulenza del sopraccitato Berton, arrivando financo a dedicargli un piatto della carta.

Eh sì, l’hamburger del Caffè Trussardi, era infatti diventato un oggetto di culto fra gli appassionati del genere (praticamente tutti in questo periodo), che, a fronte di una riduzione di prezzo del 50%, saranno ben lieti di perdonare qualche trascurabile sbavatura nella preparazione. Continua a leggere “Il terzo gode @ Pisacco – Milano”

Huîtres & coquillages @ Ostriche & Vino – Milano


Milano città del pesce? Quantomeno così vorrebbe la tradizione, sostanzialmente fondata sulla presenza del più grande mercato ittico nazionale. La tradizione tuttavia, più che di una consolidata verità, prende piuttosto le sfumature di una leggenda metropolitana… soprattutto basandosi sulla qualità media dei deschi meneghini.

Insomma siamo ben lungi dal poter affermare che all’ombra della Madonnina si possa mangiare "bene il pesce" semplicemente pescando a caso nel mucchio. Non mancano tuttavia i locali dove poter andare sul sicuro, a patto di essere disposti a spendere -più o meno giustamente- una cifra proporzionale alla qualità ricercata.

Un locale interessante (anzi due) è questo Ostriche & Vino sito in zona Arco della Pace, fratello (anagraficamente) minore dell’originale ubicato vicino a Porta Genova. Non siamo in questo caso di fronte ad un ristorante nella più stretta accezione del termine, quanto piuttosto ad un "Oyster Bar" di chiara impronta francese. Continua a leggere “Huîtres & coquillages @ Ostriche & Vino – Milano”

Di cotolette e altre amenità @ Antica Trattoria del Gallo – Gaggiano (MI)


La vertigine da classifica è una sensazione che non passerà mai di moda, anche e soprattutto in campo eno-gastronomico. Scopo finale è generalmente stabilire il/la migliore X di Y, dove X è uguale ad una qualche specialità mangereccia e Y una zona geografica.

Sostituendo l’incognita X con “cotoletta” e l’incognita Y con “Milano” ecco che si può accendere un interessante dibattito su uno dei piatti meneghini più famosi, anche tralasciando le irrisolvibili diatribe con i vicini austriaci, che sostengono di averla importata ai tempi della loro dominazione (Wiener Schnitzel).

E’ invece d’uopo sottolineare come non esista una codifica "ufficiale" di una qualsivoglia ricetta tradizionale, soggette per loro natura a considerevoli variazioni, anche spostandosi di pochi kilometri.

Su piatti di conclamata semplicità, come la sopraccitata cotoletta (o costoletta), la ricerca si fa ancora più ardua, anche escludendo a priori le versioni impresentabili, che costituiscono almeno l’80% dell’offerta. Continua a leggere “Di cotolette e altre amenità @ Antica Trattoria del Gallo – Gaggiano (MI)”

Con caparbietà @ EVO l’Extravergine – Milano


L’avevo ben specificato nei disclaimer ma vale la pena sottolinearlo nuovamente: il conto per tutti i locali di cui si è parlato è da intendersi implicitamente e interamente pagato, a meno di segnalazioni specifiche. Questa è a tutti gli effetti la prima segnalazione specifica, in quanto mi accingo a parlare di una cena che mi è stata offerta.

Non è comunque il caso di indirizzare il tema del post verso la sudditanza psicologica che un qualsiasi food-blogger (o presunto tale :-)) possa avere verso un ristoratore che gli offre il desinare. EVO è infatti una mosca bianca nel panorama milanese, ossia probabilmente l’unico ristorante che attualmente offre un menù degustazione di 8 portate 8 a 40 ripeto 40 Euri. Una somma che sicuramente avrebbe avuto scarse ripercussioni sull’umore finale.

Molto più interessanti gli argomenti snocciolati nella chiacchierata con lo chef Marco Avella su come alcuni chef (alcuni grandissimi anche) abbiano alle spalle finanziatori (imparentati o meno) che rendono il lavoro decisamente più facile, a differenza dei più (come nel caso specifico) che perseguono la loro idea di cucina con estrema caparbietà e determinazione, sopperendo alle finanze più esigue con il sudore della fronte. Continua a leggere “Con caparbietà @ EVO l’Extravergine – Milano”