Gurmè… @ Lievità – Milano


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Candidamente ammetto di guardare, e di trovare persino piacevole, "Quattro Ristoranti" di Alessandro Borghese. Per i meno televisivi riassumo velocemente il format, che si propone di trovare il miglior ristorante di [inserisci categoria qui] a [inserisci regione/città qui]. I partecipanti provano e valutano i locali dei propri concorrenti a cui si aggiunge poi il voto del buon Borghese che può confermare o riBBaltare il risultato.

A livello di ritorno di immagine sulla propria attività è un discreto azzardo, visto che i confronti -specie nel sud Italia- sono piuttosto accesi, tanto è vero che diversi ristoratori (e parlo per conferma dei diretti interessati) preferiscono tenersi alla larga dalla trasmissione. La visione è comunque leggera e scorrevole a patto di non elevare il giudizio a metro assoluto.

Mi è subito balzata all’occhio, nella puntata dedicata alle "pizzerie gourmet" di Milano, la presenza di un nome piuttosto noto e ormai conosciuto nel panorama meneghino, e mi riferisco a Lievità, presente con due locali in città, e che vanta persino una sucursale londinese. Continua a leggere “Gurmè… @ Lievità – Milano”

Big in Milan @ Le Api Osteria – Milano


Le Api Osteria Milano

C’è sicuramente qualcosa di bizzarro in uno chef giapponese che sceglie di cimentarsi con una cucina italiana di matrice prettamente classica, resistendo alla tentazione di contaminarla con tecniche e sapori del sol levante. Questo chef esiste e il suo nome è Hide Matsumoto, per anni al fianco di Davide Oldani, e da pochi mesi al timone di questo localino vicino a piazza Cinque Giornate.

La matrice “pop” è stata sicuramente preservata in questa che, a tutti gli effetti, è un’osteria moderna, caratterizzata da pochi ravvicinati coperti, divanetti a parete in stile niuiorchese, cucina a vista (e incorniciata), tovagliato cartaceo (a tema alveare) e prezzi piuttosto civili, se comparati alla media meneghina. L’ispirazione dei piatti è dunque nostrana, con una netta propensione per il sud Italia, ma il rigore nelle preparazioni -quello sì- è squisitamente nipponico. Continua a leggere “Big in Milan @ Le Api Osteria – Milano”

Redefinition @ Wicky’s Wicuisine Seafood


Sushi e affini sono fanno ormai parte delle abitudini gastronomiche degli italiani da quasi un ventennio. La diffusione massiva porta anche ad una sostanziale involuzione della qualità dell’offerta che, specialmente nell’ultimo lustro, si è palesata sotto la forma del famigerato "all you can eat", che spopola ormai praticamente ovunque. Partendo dall’universale presupposto base "nessuno ti regala niente", è diretta conseguenza che il tutto si traduca in pesce di discutibile qualità, assemblato in modo dozzinale su polpette di riso iper-pressate fino quasi a raggiungere la densità di un buco nero.

In questo desolante scenario, la scoperta di qualcuno che interpreta con professionalità e sincera passione la cucina nipponica, appare quasi come una manna dal cielo. A dire il vero parlare di "cucina giapponese" è financo riduttivo, e anche il termine "fusion" va un po’ stretto alla cucina di Wicky Priyan che, in maniera un po’ autocelebrativa, preferisce parlare di "wicuisine".

Il sushi rimane sempre il protagonista dell’offerta gastronomica, messo al centro di un menù strutturato in tre "onde" (grossolanamente assimilabili ad antipasti, sushi e piatti caldi), e presentato in interpretazioni sia classiche che creative, come il "sushi milanese" caratterizzato dal riso aromatizzato allo zafferano. Continua a leggere “Redefinition @ Wicky’s Wicuisine Seafood”

Gusto e udito @ Seta – Milano


Mi perdonerete se inizio con una lamentela, ma a volte penso che la virtù dell’ascolto sia piuttosto estranea al mondo della ristorazione. Dietro quelle miriadi di "tutto bene?", si nascondono in realtà apparati uditivi non realmente interessati alla risposta… e la cosa sembrerebbe direttamente proporzionata all’importanza del blasone.

L’ultimo episodio a confutare questa tesi è accaduto nel nuovo e scintillante ristorante di Antonio Guida, ex chef del resort extralusso “Il Pellicano” di Porto Ercole, e ora di stanza nel ristorante gourmet del Mandarin Oriental di Milano. Ammetto candidamente il mio sottile imbarazzo nel chiedere la sostituzione di un piatto contenente un ingrediente sgradito alla mia commensale, d’altronde non descritto nel menù, ma comunque non segnalato ad inizio serata. Il cambio, nonostante la successiva comunicazione di tutte le materie prime da evitare, si conclude con uno degli elementi sgraditi testé menzionati in bella mostra nel nuovo piatto.

Eh vabbè, a questo giro mi sono limitato a scostare l’odiato tartufo, per non infierire sul sorridente maître, ma d’altronde la frenesia del servizio può portare a qualche calo d’attenzione. Anche se è da capire se questi svarioni sono o meno perdonabili in un ristorante che stacca conti in tripla cifra. Continua a leggere “Gusto e udito @ Seta – Milano”

Di pizze e prezzi @ Dry – Milano


Si avvia al traguardo dei due anni di vita, e ci sono stato con una certa regolarità. Del perché non ci ho scritto mai sopra qualche riga rimane ancora un mistero insondabile, ma sono abbastanza sicuro che la causa sia attribuibile al solito fattore P (Pigrizia) e l’altrettanto immancabile fattore L (Lavoro).

Andando a rivedere i post strombazzanti usciti a cavallo dell’innagurazione i termini più ricorrenti sono stati "Berton" e"prezzi leggeri". Questo locale milanese dal look in jeans (nel logo e nei grembiuli del personale di sala) è infatti un’altra delle consulenze dello chef friulano taglia XXL (gli altri sono l’ottimo Pisacco e il non ancora pervenuto Turbigo), prima di dedicarsi con regolarità alla propria omonima (e non pienamente convincente) creatura nel nuovo quartiere delle Varesine.

Sui prezzi leggeri poi, anche considerando l’influenza al rialzo della metropoli lombarda, ci sarebbe da discutere: rapportato alla quantità di companatico necessario per provare un senso di sazietà accettabile (considerate le dimensioni delle pizze, inversamente proporzionali al sopraccitato prezzo), accompagnato da dolce e birretta di ordinanza, la spesa si attesta comunque intorno ai 30€… ossia abbondantemente sopra la media cittadina di una percentuale in doppia cifra. Continua a leggere “Di pizze e prezzi @ Dry – Milano”

Sorprese @ 28 Posti – Milano


Sarà forse un principio di casualità non dissimile da una legge di Murphy, ma in un periodo di eccessi lavorativi (da una parte) e sostanziale piattezza del panorama gastronomico meneghino (dall’altra), la scoperta di un nuovo intelligente locale, dai costi piuttosto contenuti, e per di più nel bel mezzo di una delle zone classiche della movida milanese (leggi navigli), rappresenta uno stimolo sufficiente a rispolverare questa pergamena telematica, peraltro ormai piuttosto impolverata.

Il nome del locale rimanda con una certa ovvietà al numero di coperti, ma ritorna (approssimativamente) anche nel numero delle portate nel menù e nel numero delle referenze della carta dei vini. Il concept piace: arredamento informale dall’ispirazione "materica", una cucina spiccatamente creativa e -non ultimo- un servizio finalmente definibile "sorridente" oltre che cortese. Continua a leggere “Sorprese @ 28 Posti – Milano”

Personalità @ Berton – Milano


Nel contesto del mondo food & wine il termine "personalità" viene sempre usato a sproposito. Sembra prerogativa di molti critici e/o semplici appassionati rispolverare le arti divinatorie e improvvisarsi aruspici, tentando di individuare, dai piatti che vengono serviti, i più remoti pensieri degli chef di grido, arrivando in alcuni casi anche a profetizzare il futuro dell’enogastronomia.

Certo è innegabile che qualche storia di contorno ben raccontata possa solleticare la fantasia sia degli esperti che dei neofiti, ma queste sono comunque sovrastrutture che possono avere (e hanno) senso solo in presenza di una grande concretezza alla base.

Questo approccio sembra non essere stato fatto proprio nel nuovo locale dello chef Andrea Berton che, dopo il chiacchierato divorzio dalla maison del levriero (gastropolpettone in voga un paio di estati fa), svariate consulenze fra cui l’ottimo Pisacco, ha finalmente aperto il proprio ristorante fra i monoliti svettanti del testé rinnovato quartiere di porta Nuova. Continua a leggere “Personalità @ Berton – Milano”

Dopo Master Chef… @ Cracco – Milano


A gennaio 2011, data dell’ultima volta di cui ne scrissi, Carlo Cracco era una figura conosciuta sostanzialmente all’interno del circuito gourmet. Allora non avrei mai immaginato che, complice la partecipazione a Master Chef e Hell’s Kitchen Italia, sarebbe addirittura riuscito a soppiantare Gianfranco Vissani nel ruolo di "chef più mediatico d’Italia", assurgendo nel contempo ad icona sexy.

Un eccesso di impegni extra-cucina potrebbe magari nuocere all’attenzione riversata nel proprio ristorante, anche potendo contare su un fidato vice come Matteo Baronetto, collaboratore quasi ventennale. Peccato che circa un anno fa il suddetto Baronetto (e mi si scusi la rima) abbia intrapreso la carriera solista, andando a gestire le cucine dello storico ristorante "Al Cambio" di Torino.

Sembra che la cosa non abbia turbato particolarmente il "bel carlo", che ha anzi riversato ancora maggiori attenzioni nella sua originaria creatura, riuscendo ad essere piuttosto presente nelle cucine del suo ristorante (cosa che potrete personalmente verificare riuscendo a desinare nell’ambito table du chef) affidando nel contempo il ruolo di secondo in comando a Luca Sacchi, da quasi un decennio chef pasticcere nel bunker milanese. Continua a leggere “Dopo Master Chef… @ Cracco – Milano”

Update @ Manna – Milano


Questo è probabilmente il posto di cui ho parlato (scritto) meno, in proporzione al numero di volte che ci sono stato. Le motivazioni sono variegate e comprendono l’accidia, impegni lavorativi sempre più pressanti e (fondamentalmente) la sostanziale costanza qualitativa di questo interessante ristorante milanese.

Difficile uscire delusi (non date retta a Trip Advisor, che tanto si sa…) dal locale di Matteo Fronduti, chef torreggiante e dall’aspetto minaccioso, una delle realtà più interessanti (per me, né) nel panorama della ristorazione all’ombra della Madonnina.

In uno di quegli angoli tranquilli dove "non sembra nemmeno di essere a Milano", disperso nelle traverse fra viale Monza e via Palmanova, potrete assaggiare una cucina creativa nella concezione e concreta nella realizzazione, a prezzi di grande civiltà, soprattutto raffrontati al contesto meneghino. Continua a leggere “Update @ Manna – Milano”

Promesse e certezze @ La Brioschina – Milano


E’ sempre stato una promessa, e di questo se ne erano accorti in molti fin da subito. Ma di acqua ne è passata sotto i ponti dell’adiacente Naviglio Pavese, per non aspettarsi niente di meno che solide certezze.

In posizione piuttosto defilata rispetto alla movida che furoreggia nella zona limitrofa alla darsena, il locale compensa la lontananza dalla folla -sempre che questo si possa considerare un difetto- con una sala che emana accoglienza in ogni angolo, con tanto di pianoforte a coda e salottino per fumatori.

Le visite sono state perfino troppo cronologicamente distanziate, ma il ristorante dello chef Edoardo Ruggiero sembra aver trovato da tempo la sua dimensione, con una cucina basata sulla tradizione meneghina, ma capace contemporaneamente di andare oltre, in maniera sapiente -financo timida- per non snaturare piatti e sapori che la storia ha già consolidato. Continua a leggere “Promesse e certezze @ La Brioschina – Milano”