Gurmè… @ Lievità – Milano


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Candidamente ammetto di guardare, e di trovare persino piacevole, "Quattro Ristoranti" di Alessandro Borghese. Per i meno televisivi riassumo velocemente il format, che si propone di trovare il miglior ristorante di [inserisci categoria qui] a [inserisci regione/città qui]. I partecipanti provano e valutano i locali dei propri concorrenti a cui si aggiunge poi il voto del buon Borghese che può confermare o riBBaltare il risultato.

A livello di ritorno di immagine sulla propria attività è un discreto azzardo, visto che i confronti -specie nel sud Italia- sono piuttosto accesi, tanto è vero che diversi ristoratori (e parlo per conferma dei diretti interessati) preferiscono tenersi alla larga dalla trasmissione. La visione è comunque leggera e scorrevole a patto di non elevare il giudizio a metro assoluto.

Mi è subito balzata all’occhio, nella puntata dedicata alle "pizzerie gourmet" di Milano, la presenza di un nome piuttosto noto e ormai conosciuto nel panorama meneghino, e mi riferisco a Lievità, presente con due locali in città, e che vanta persino una sucursale londinese. Continua a leggere “Gurmè… @ Lievità – Milano”

Vorrei e posso @ Orterie – Villa di Tirano (SO)


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Nell’immaginario collettivo onnivoro il vegetariano, e ancora di più il cugino vegano, non gode generalmente di buona reputazione. È un facile esercizio risalire alla motivazione: l’atteggiamento spocchioso di una certa minoranza, ormai assunto a cliché, che sbandiera con disprezzo la presunta eticità delle proprie scelte alimentari. L’irritazione derivante fa purtroppo scivolare in secondo piano le reali problematiche provocate dall’eccessivo consumo di carne, quali -ad esempio- il disastroso impatto ambientale degli allevamenti intensivi, l’abuso di antibiotici e i costi di produzione.

Distaccandosi dai massimi sistemi è comunque indubbio che la dieta veg stia riscuotendo crescente successo, come dimostra l’apertura diffusa di ristoranti a tema, con esiti sovente deludenti. La cucina vegetale incarna in sé una forte contraddizione in quanto, mentre proclama di volersi staccare dal modello carnivoro, continua ad imitarlo, confermandolo intrinsecamente vincente. E ne sono la riprova i continui riferimenti ai prodotti “proibiti” (cotolette di soia, salumi di soia, hamburger di lenticchie, latte di riso, ecc.): una vera e propria sindrome del “vorrei ma non posso”, che si rispecchia poi per confronto nella mediocrità delle preparazioni. Continua a leggere “Vorrei e posso @ Orterie – Villa di Tirano (SO)”

Il primo consiglio @ Trippi – Montagna in Valtellina (SO)


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Rientrando nella categoria dei “gastronomicamente curiosi”, giusto per non abusare della terminologia solitamente in uso nel mondo del food, è difficile stabilire legami di affezione con un qualsiasi ristorante: la voglia di sperimentazione annichilisce nove volte su dieci la sicurezza che possono dare locali già collaudati.

Tuttavia, vivendo un esilio lavorativo prolungato in una nota regione montuosa lombarda corrispondente grossomodo al bacino idrografico del fiume Adda, proprio lì dove le scelte in ambito ristorazione non sono certo numerose, non è per me così insolito vestire i panni cliente abituale.

Il ristorante Trippi -diventato da diverso tempo il mio refugium peccatorum- non è certo nuovo a queste pagine, da una prima decadente versione testata nel 2011 a cui è subentrata la nuova gestione firmata Gianluca Bassola verso fine 2013, di cui scrissi pochi mesi dopo in un contesto sicuramente acerbo. Non ci è voluto comunque molto perché questo interessante locale appena fuori Sondrio trovasse la sua dimensione. Continua a leggere “Il primo consiglio @ Trippi – Montagna in Valtellina (SO)”

L’ultimo baluardo @ Il Tabernario Enoteca delle Alpi – Sondrio


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Tendenzialmente ignorato dalla "grande" critica, a parte una fugace apparizione sul Corriere della Sera in una classifica di enoteche lombarde, il Tabernario (sottotitolato "Enoteca delle Alpi" ) è una delle poche realtà interessanti a Sondrio città (azzarderei persino l’unica), la cui offerta nel settore ristorazione non ha certo brillato negli ultimi anni.

Aperto verso fine 2011, il locale non ha da subito trovato una propria identità: la formula è da sempre polivalente e va a coprire pranzo-aperitivo-cena-dopocena, ma è solo con l’avvento tra i fornelli di Daniele Pennati, che avevamo già avuto modo di apprezzare nella prima versione del Soltojo di Caiolo e nella fugace avventura alla Compagnia delle Osterie di Morbegno, che la proposta gastronomica ha assunto una direzione ben precisa, allontanandosi dalle preparazioni più semplici della prima ora.

La cucina del giovane chef è sempre stata caratterizzata da una forte e originale personalità, persino ostica per la coriacea clientela locale, ma la collocazione in un ambiente più informale rispetto alle precedenti esperienze sembra oggi far quadrare il cerchio. Continua a leggere “L’ultimo baluardo @ Il Tabernario Enoteca delle Alpi – Sondrio”

Il lato oscuro @ I Tigli in Theoria – Como


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Per una volta la chiamerò con il suo vero nome: stella Michelin. Farò insomma lo sforzo di abbandonare l’ironico soprannome di asterisco (perché a tutti gli effetti quello è) pneumatico (con ovvio riferimento al core business della casa madre).

Indipendentemente dall’ironia, la stella è indubbiamente uno dei riconoscimenti più ambiti dai ristoratori, vuoi per la sua valenza internazionale, vuoi per la reale capacità di spostare la clientela con effettivo tornaconto economico. Un potere che i premi di altre guide (forchette, cappelli e faccine più o meno sorridenti) hanno in misura molto minore.

Certo, una volta che lo chef di turno si è appuntato il tanto agognato asterisco sulla casacca, entra in gioco anche il lato oscuro… quantomeno per i clienti. E’ credenza diffusa, ma oggettivamente lungi dall’essere falsa, che nei locali neo-stellati oltre al pane si veda lievitare anche la colonna destra del menù.

Sarò sincero: la cosa non mi scandalizza più di tanto. Ottenere (e mantenere) la patacca richiede determinati investimenti e, una volta raggiunto il risultato, non c’è nulla di male a voler raccogliere i frutti del proprio lavoro. Peccato che a volte qualcuno si faccia un po’ prendere la mano. Continua a leggere “Il lato oscuro @ I Tigli in Theoria – Como”

La strana coppia @ Ilario Vinciguerra Restaurant – Gallarate (VA)


Nel bene o nel male sono sempre i migliori che ti danno qualcosa di cui parlare, e Ilario Vinciguerra non fa eccezione. Da circa sei mesi, con grandi levate di calici e qualche strascico polemico, il locale dello cuoco partenopeo ha trasferito la sua sede nel pieno centro di Gallarate, in una squadrata villa liberty con tanto di parco annesso, abbandonando i piccoli locali di Galliate Lombardo dove già operava sotto l’insegna di “Antica Trattoria Monte Costone”.

D’altronde i consensi erano -e sono tutt’oggi- in costante impennata, e il piccolo paese lacustre cominciava ad essere un po’ stretto per le ambizioni di un giovane chef in ascesa: a quanto pare sarò uno dei pochi a rimpiangere, ahimè, la piccola e accogliente saletta di Galliate e, soprattutto, la bella terrazza vista lago.

La villa gallaratese ha comunque un buon coefficiente di amenità, regalando spazi decisamente più ampi (sia per le sale che per la cucina) per quanto asettici, e ha conquistato molto velocemente i favori della clientela della cittadina industriale.

Il passaggio non è comunque indolore: dopo sei mesi il servizio non è immune da affanno, tempi di attesa dilatati, e svarioni vari, come fanno del resto presagire le giacche decisamente oversize del personale di sala. Siamo insomma ancora lontani dalla cortese efficienza di Villa Crespi dell’altrettanto campano Antonino Cannavacciuolo, nella cui ombra i maligni hanno sempre piazzato il buon Vinciguerra. Continua a leggere “La strana coppia @ Ilario Vinciguerra Restaurant – Gallarate (VA)”

Fra una valle e l’altra @ Osteria del Crotto – Morbegno (SO)


Se volete venire in Valtellina senza inerpicarvi per qualche valico montano, l’unica soluzione è risalire fino alla cima uno qualsiasi dei due rami del Lago di Como e, giunti a Colico, eseguire una sterzata a 90° fra le montagne. Addentrandosi poi lungo il bacino idrografico dell’Adda, il primo centro abitato di una certa rilevanza che si palesa sulla strada è Morbegno.

Per molti aspetti più rappresentativa del capoluogo di provincia, la città lega il suo nome a due delle più importanti manifestazioni gastronomiche della valle: le "cantine aperte" la "Fiera del Bitto".

Sopratutto quest’ultima ha un’identità territoriale molto spiccata, e non solo perché il famoso formaggio prende il nome dal torrente che attraversa il centro abitato, ma anche perché la zona di produzione più vocata si trova negli alpeggi orobici nei pressi della cittadina (le cosidette "valli del Bitto").

Una delle osterie più attive nella valorizzazione del prodotto principe della zona è questa interessante "Osteria del Crotto", ubicata a mezzacosta non lontano dal centro, che dalle ampie vetrate della sala (o direttamente dal terrazzo nella bella stagione) offrirà una piacevole vista sulla zona circostante e sul bel campanile di San Martino, che si staglia austero e imperioso a tagliare l’orizzonte. Continua a leggere “Fra una valle e l’altra @ Osteria del Crotto – Morbegno (SO)”