A tutto tondo @ Lido 84 – Gardone Riviera (BS)


Qual è la formula del ristorante perfetto? Semmai fosse calcolabile di certo il cibo ne rappresenterebbe una parte consistente: d’altronde è ormai assodato che la ristorazione è intesa come esperienza sensoriale oltre che conviviale o semplice soddisfazione di bisogni di base. La formula non potrebbe certo prescindere dalla qualità del servizio, ingessato o informale che sia, ma che consideri sempre il cliente come ospite. Ci sono poi svariati aspetti non meno importanti quali la location, i generi di contorno e altri fattori non facilmente identificabili.

I fratelli Camanini sembrano aver compreso perfettamente tutto ciò, e il loro Lido 84, sulla sponda nobile del lago di Garda, è un bell’esempio di come dovrebbe essere un’attività ristorativa ai giorni nostri. Che vi accomodiate nel dehors esterno o nelle belle sale vetrate interne, sarete sempre a contatto ravvicinato con il lago, in un contesto di assoluta piacevolezza.

C’è poi la cucina di Riccardo Camanini, maturato alla corte di Gualtiero Marchesi, e per anni a dirigere la brigata di Villa Fiordaliso, ameno Relais & Chateaux distante non più di un kilometro. Continua a leggere “A tutto tondo @ Lido 84 – Gardone Riviera (BS)”

Moderno classico @ El Club Allard – Madrid (Spagna)


L’avanguardia gastronomica spagnola è stata, specialmente da metà anni ’90 alla fine degli anni 2000, il punto di riferimento per l’alta cucina a livello mondiale, mettendo fine al decadente dominio francese. Curioso il fatto che le culle di questo fenomeno siano state principalmente le due regioni con forte vocazione indipendentista: Catalogna e Paesi Baschi.

La regione castigliana e in particolar modo la sua capitale Madrid non hanno mai particolarmente brillato in questo campo, soccombendo alle molto più vivaci Barcellona e San Sebastian, che da sole hanno fatto incetta di buona parte dei riconoscimenti pneumatici (o stellati, che dir si voglia) assegnati alla nazione.

Qualcosa si è mosso negli ultimi anni nel sonnacchioso scenario madrileno, grazie soprattutto a David Munoz e al suo funambolico ristorante DiverXo, dove ogni cena è in realtà uno spettacolo portato quasi all’estremo. Esistono tuttavia altre interessanti realtà dove la cucina di ricerca viene praticata in scenari assai meno teatrali, come questo interessante Club Allard. Continua a leggere “Moderno classico @ El Club Allard – Madrid (Spagna)”

Avventatezza @ Magorabin – Torino


L’idea indotta che mi ero fatto era qualcosa del tipo “o lo ami, o lo odi”. Poche le sfumature intermedie che si possono trovare nei resoconti sparsi per il web, riferendosi quantomeno a quelli attendibili. E in mezzo ad opinioni così contrastanti il presunto gourmet ci sguazza, follemente desideroso di essere l’ago della bilancia.

Sta di fatto che armato di una solleticata curiosità, sono riuscito finalmente a trovare l’occasione per varcare le porte del Magorabin, sito in zona centralissima di Torino, ad un letterale tiro di schioppo dalla Mole Antonelliana.

L’aspetto anticonvenzionale dello chef Marcello Trentini, non fosse altro per i lunghissimi dreadlock, stride non poco con l’eleganza della piccola sala (sarà per quello che non ha mai fatto la sua comparsa? 😉 ), e la formale cortesia del personale. Tutto, insomma, rientra perfettamente nei canoni dell’asterisco Michelin. Continua a leggere “Avventatezza @ Magorabin – Torino”

Le stelle tardive


Alla fine c’è arrivata anche la guida Michelin. Anni dopo le altre guide nazionali ed un esercito di food-blogger, anche i francesi hanno dovuto infine attribuire all’Osteria Francescana il massimo riconoscimento; il ché si dimostra un’ottima occasione per (s)parlare della bizzarra applicazione dei criteri di giudizio.

Secondo gli editori della guida rossa, le stelle (asterischi per quel che mi riguarda) vengono attribuite ai ristoranti esclusivamente in base alla qualità della cucina, mentre per la piacevolezza dell’ambiente e l’efficienza servizio esiste una scala di votazione parallela misurata in "forchette" (in numero variabile da uno a cinque) che possono eventualmente diventare rosse in caso di particolare amenità.

La situazione italiana vede ad oggi 7 locali "tristellati" (per usare un gergo da guidarolo incallito) contro gli oltre 25 francesi, di cui 10 nella sola Parigi. Tralasciando gli ormai ammuffiti asti nel settore food&wine, appare palese che qualcosa non quadra: i ristoranti nostrani vengono evidentemente giudicati sulla base delle grandi tavole francesi, templi dove si celebra una cultura gastronomica ormai in declino. Continua a leggere “Le stelle tardive”