Vorrei e posso @ Orterie – Villa di Tirano (SO)


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Nell’immaginario collettivo onnivoro il vegetariano, e ancora di più il cugino vegano, non gode generalmente di buona reputazione. È un facile esercizio risalire alla motivazione: l’atteggiamento spocchioso di una certa minoranza, ormai assunto a cliché, che sbandiera con disprezzo la presunta eticità delle proprie scelte alimentari. L’irritazione derivante fa purtroppo scivolare in secondo piano le reali problematiche provocate dall’eccessivo consumo di carne, quali -ad esempio- il disastroso impatto ambientale degli allevamenti intensivi, l’abuso di antibiotici e i costi di produzione.

Distaccandosi dai massimi sistemi è comunque indubbio che la dieta veg stia riscuotendo crescente successo, come dimostra l’apertura diffusa di ristoranti a tema, con esiti sovente deludenti. La cucina vegetale incarna in sé una forte contraddizione in quanto, mentre proclama di volersi staccare dal modello carnivoro, continua ad imitarlo, confermandolo intrinsecamente vincente. E ne sono la riprova i continui riferimenti ai prodotti “proibiti” (cotolette di soia, salumi di soia, hamburger di lenticchie, latte di riso, ecc.): una vera e propria sindrome del “vorrei ma non posso”, che si rispecchia poi per confronto nella mediocrità delle preparazioni. Continua a leggere “Vorrei e posso @ Orterie – Villa di Tirano (SO)”

Big in Milan @ Le Api Osteria – Milano


Le Api Osteria Milano

C’è sicuramente qualcosa di bizzarro in uno chef giapponese che sceglie di cimentarsi con una cucina italiana di matrice prettamente classica, resistendo alla tentazione di contaminarla con tecniche e sapori del sol levante. Questo chef esiste e il suo nome è Hide Matsumoto, per anni al fianco di Davide Oldani, e da pochi mesi al timone di questo localino vicino a piazza Cinque Giornate.

La matrice “pop” è stata sicuramente preservata in questa che, a tutti gli effetti, è un’osteria moderna, caratterizzata da pochi ravvicinati coperti, divanetti a parete in stile niuiorchese, cucina a vista (e incorniciata), tovagliato cartaceo (a tema alveare) e prezzi piuttosto civili, se comparati alla media meneghina. L’ispirazione dei piatti è dunque nostrana, con una netta propensione per il sud Italia, ma il rigore nelle preparazioni -quello sì- è squisitamente nipponico. Continua a leggere “Big in Milan @ Le Api Osteria – Milano”

Sostenibilità @ Narisawa – Tokyo


Questa sosta da Narisawa è stata sicuramente illuminante sotto una moltitudine di aspetti. Mi risulta un po’ ostico trovare un unico filo conduttore per aggregare considerazioni così diverse fra loro, indi procediamo in maniera più schematica.

Prenotazione: ho maturato la convinzione che i ristoratori giapponesi, quantomeno quelli di "alta gamma", non gradiscano la clientela straniera. Non si spiegherebbero altrimenti i macchinosi meccanismi necessari per riservare un tavolo, che includono solitamente il passaggio tramite il concierge dell’albergo (tempi di risposta biblici), un amico giapponese che faccia da garante o l’abbandonarsi a qualche agenzia specializzata dai prezzi esorbitanti (tipo 40$ a persona). Il fatto che il solo Narisawa abbia un sistema di prenotazioni on-line di facile fruizione è bastato per indirizzare qua la mia scelta. Meditate ristoratori del Sol Levante, meditate! Continua a leggere “Sostenibilità @ Narisawa – Tokyo”