Sicily I love you @ Duomo – Ragusa,


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Sembra che per tutti i grandi chef siciliani cucinare sia una questione di amore. Lo scrissi già per Pino Cuttaia che, in un contesto di resistenza, si fa interprete di una cucina creativa dove il territorio è sempre alla base, ma è forse Ciccio Sultano a rendere questo amore ancora più palese.

Al ristorante Duomo si lavora in condizioni per molti versi più facili rispetto alla Madia di Licata: siamo infatti nel bel mezzo di Ragusa Ibla, capolavoro indiscusso del barocco siciliano, a due passi dal duomo di San Giorgio che al ristorante dà il nome, dove l’afflusso turistico non è certo scarso.

Tuttavia qui si sperimenta e si rielabora una tradizione che è "fusion" ormai da secoli, che ha fatto proprie le influenze moresche e normanne, e che ha nel suo DNA la commistione di sapori eterogenei, favorita anche dalla propria natura isolana. Continua a leggere “Sicily I love you @ Duomo – Ragusa,”

Resistenza o rinascita? @ La Madia – Licata (AG)


 

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Non esiste amore più grande di quello non ricambiato. Ed è proprio questo il sentimento che ha riportato Pino Cuttaia nella sua Licata, la patria rimpianta da chi è costretto ad andarsene e turpemente depredata da chi resta. Per il viaggiatore di passaggio solo un alveare di cemento sulla strada per la valle dei templi, una città che sopravvive di pesca e agricoltura, dove il turismo stenta ancora ad arrivare.

Una realtà ardua a cui tornare, guidati da un desiderio e una determinazione forti come il ricordo, tanté che oggi La Madia è uno dei riferimenti gastronomici dell’intera regione. “cattedrale nel deserto” verrebbe da dire, ma per lo chef agrigentino rappresenta il primo mattone su cui costruire la valorizzazione di un territorio problematico.

La scelta è la semplicità, che parte dagli arredi minimal, passa da un servizio “da pacca sulla spalla” e arriva all’eliminazione di quei fronzoli tipici del ristorante parimenti stellato, quali piccola pasticceria e amuse-bouche. Sarebbe comunque difficile rubare la scena ai due colpi da maestro serviti in apertura: il merluzzo all’affumicatura di pigna e la nuvola di caprese sono piatti di tecnica sopraffina, non fine a sé stessa, ma volta all’esaltazione del gusto e con una semplicità di approccio quasi disarmante. Continua a leggere “Resistenza o rinascita? @ La Madia – Licata (AG)”

Il lato oscuro del foraging @ Mirazur – Mentone (Francia)


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Inaspettato come un fulmine a ciel sereno. Mai mi sarei aspettato di vederlo in un ristorante con due stelle Michelin, oltretutto nella top five dei migliori ristoranti nel mondo. E invece, persino fortunato di far involontariamente parte di una creazione di alta cucina, eccolo lì: il verme!

L’episodio farebbe sicuramente la gioia di qualsiasi detrattore medio della cosiddetta “alta cucina”, quelli che “si spende tanto e si mangia poco” per intenderci, che avrebbe preso la palla al balzo per fare una sceneggiata in diretta con annesso ribaltamento del tavolo e poi scrivere recensioni al vetriolo su Tripadvisor.

Lo sbigottimento iniziale è comunque comprensibile, ma -accantonata da subito l’idea di anisakis o altre contaminazioni alimentari- il colpevole è stato subito individuato nel foraging, ossia la pratica di cogliere direttamente in natura fiori ed erbe spontanee, con il rischio però di portarsi dietro qualche ospite indesiderato. Continua a leggere “Il lato oscuro del foraging @ Mirazur – Mentone (Francia)”

Acqua e fuoco @ Piccolo Lago – Verbania


Il lago evocato dal nome è il lago di Mergozzo, sulle cui rive si trova dal 1974 il ristorante/albergo gestito dalla famiglia Sacco. Il piccolo specchio d’acqua era -in ere geologiche precedenti- parte integrante del vicino lago Maggiore, lontano non più di un paio di chilometri in linea d’aria, ma il lavoro di sedimentazione del fiume Toce gli ha poi dato dignità propria.

Quarant’anni di storia alle spalle, ma tuttavia è solo dai primi anni 2000 che, sotto la guida di Marco Sacco, il locale ha iniziato ad imporsi come meta gourmet, arrivando a potersi fregiare di due asterischi pneumatici dal 2007 ad oggi.

La principale attrattiva è senza dubbio la veranda, che -nonostante l’arredamento quasi minimale- non fatico a definire una delle più belle sale da pranzo del nord Italia: una palafitta sospesa sulle acque da dove lo sguardo può spaziare sulle vicine montagne attraverso le ampie vetrate. Continua a leggere “Acqua e fuoco @ Piccolo Lago – Verbania”

Bonaccia @ Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)


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E’ innegabile che la popolarità di Antonino Cannavacciuolo sia esponenzialmente cresciuta negli ultimi anni, al pari della clientela del suo ristorante principale di Orta San Giulio, che ormai può vantare una lista di attesa di un paio di mesi per qualsiasi giorno della settimana. Diretta conseguenza anche l’apertura del bistrot novarese (di cui già parlammo qui) e l’ormai imminente gemello a Torino.

L’esposizione mediatica tende però ad attirare una tipologia di avventore decisamente meno esigente (se così possiamo dire) e il legittimo dubbio dell’estimatore della prima ora, come già ci chiedemmo per Carlo Cracco qualche tempo fa, è se l’eccesso di successo (e mi si scusi la rima) possa in qualche modo aver influito sulla qualità.

Di certo l’amenità dell’ambiente non ne ha risentito: siamo sempre nella meravigliosa villa in stile moresco sulle sponde del lago d’Orta, alle cui barocche sale fanno da contraltare tovagliati lunghi e posateria d’argento, senza nessuna concessione alle mode minimaliste nordiche. Forse più in affanno il servizio, anche se testato a fine stagione quando la stanchezza del personale di sala si fa ormai palpabile. Continua a leggere “Bonaccia @ Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)”