Occhio al disco @ Made In Italy – Cassano Magnago (VA)


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La polemica gastronomica del mese di marzo 2018 è stata indubbiamente incentrata sulla pizza di Carlo Cracco, fomentata da orde di commentatori col superpotere di poter estrapolare i sapori da una (brutta) fotografia. Non spenderò ulteriori parole sulla querelle, se non per sottolineare il fatto che mi ha fatto venire voglia di pizza.

La scelta in questo caso è ricaduta su questo locale varesotto di apertura relativamente recente: i consigli ricevuti da avventori abituali e i contenuti del sito internet hanno posto l’asticella delle aspettative abbastanza in alto. Vista la sbandierata attenzione per gli ingredienti e l’attenzione in tutte le frasi di preparazione potrei quasi far rientrare questo locale nella inflazionata categoria delle “pizzerie gourmet” (qualsiasi cosa questa etichetta possa significare): è infatti tipico per buona percentuale delle nuove aperture porre un forte accento sulla qualità, caratteristica ben lungi dall’essere disprezzata.

Le prenotazioni vengono gestite su tre turni a partire dalle 19:30. Dopo essersi fatti largo fra la folla assiepata all’ingresso (è presente anche il servizio da asporto) ci si accomoda su tavoli scarsamente distanziati. Continua a leggere “Occhio al disco @ Made In Italy – Cassano Magnago (VA)”

Dopo Master Chef… @ Cracco – Milano


A gennaio 2011, data dell’ultima volta di cui ne scrissi, Carlo Cracco era una figura conosciuta sostanzialmente all’interno del circuito gourmet. Allora non avrei mai immaginato che, complice la partecipazione a Master Chef e Hell’s Kitchen Italia, sarebbe addirittura riuscito a soppiantare Gianfranco Vissani nel ruolo di "chef più mediatico d’Italia", assurgendo nel contempo ad icona sexy.

Un eccesso di impegni extra-cucina potrebbe magari nuocere all’attenzione riversata nel proprio ristorante, anche potendo contare su un fidato vice come Matteo Baronetto, collaboratore quasi ventennale. Peccato che circa un anno fa il suddetto Baronetto (e mi si scusi la rima) abbia intrapreso la carriera solista, andando a gestire le cucine dello storico ristorante "Al Cambio" di Torino.

Sembra che la cosa non abbia turbato particolarmente il "bel carlo", che ha anzi riversato ancora maggiori attenzioni nella sua originaria creatura, riuscendo ad essere piuttosto presente nelle cucine del suo ristorante (cosa che potrete personalmente verificare riuscendo a desinare nell’ambito table du chef) affidando nel contempo il ruolo di secondo in comando a Luca Sacchi, da quasi un decennio chef pasticcere nel bunker milanese. Continua a leggere “Dopo Master Chef… @ Cracco – Milano”

Sunset Boulevard? @ Cracco – Milano


Di Carlo Cracco si è parlato spesso negli ultimi mesi… e la stragrande maggioranza delle volte non per la sua cucina. Il 99% delle discussioni lo ha visto associato al nome di "Vito Frolla", ossia il protagonista del libro "Lo chef è un dio" di Ilaria Bellantoni: sembra infatti che l’autrice, che però smentisce la cosa in tutte le sedi possibili, si sia ispirata allo chef milanese per la sua versione in salsa tricolore di "Kitchen Confidential" di Anthony Bourdain.
Premettendo che non ho letto (né ho intenzione di leggere) il sopraccitato libro, la parte che più mi preme è piuttosto parlare di cosa esce dalla cucina di via Victor Hugo.

Concentrandosi sull’opera, piuttosto che sul chiacchericcio che gira intorno alla persona, bisogna comunque dire che il biennio 2009/2010 non è stato favorevolissimo a Cracco sotto il profilo della critica: prima la perdita delle 3 forchette sulla guida del Gambero Rosso (o ciò che ne rimane) con giudizi in discesa anche per il 2011, e l’uscita dalla (discussa) classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo by San Pellegrino.

E’ l’imbocco del viale del tramonto o semplicemente il pegno da pagare per il fatto di essere un personaggio piuttosto schivo e scevro da associazionismo culinario? Continua a leggere “Sunset Boulevard? @ Cracco – Milano”