Vorrei e posso @ Orterie – Villa di Tirano (SO)


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Nell’immaginario collettivo onnivoro il vegetariano, e ancora di più il cugino vegano, non gode generalmente di buona reputazione. È un facile esercizio risalire alla motivazione: l’atteggiamento spocchioso di una certa minoranza, ormai assunto a cliché, che sbandiera con disprezzo la presunta eticità delle proprie scelte alimentari. L’irritazione derivante fa purtroppo scivolare in secondo piano le reali problematiche provocate dall’eccessivo consumo di carne, quali -ad esempio- il disastroso impatto ambientale degli allevamenti intensivi, l’abuso di antibiotici e i costi di produzione.

Distaccandosi dai massimi sistemi è comunque indubbio che la dieta veg stia riscuotendo crescente successo, come dimostra l’apertura diffusa di ristoranti a tema, con esiti sovente deludenti. La cucina vegetale incarna in sé una forte contraddizione in quanto, mentre proclama di volersi staccare dal modello carnivoro, continua ad imitarlo, confermandolo intrinsecamente vincente. E ne sono la riprova i continui riferimenti ai prodotti “proibiti” (cotolette di soia, salumi di soia, hamburger di lenticchie, latte di riso, ecc.): una vera e propria sindrome del “vorrei ma non posso”, che si rispecchia poi per confronto nella mediocrità delle preparazioni.

Non mancano ovviamente le eccezioni, dove i nomi più famosi sono sicuramente Alain Passard dell’Arpege di Parigi e Pietro Leeman che con il suo Joia è stato uno dei precursori del genere all’ombra della madonnina. Considerato il bacino di utenza ancora esiguo il fenomeno della ristorazione vegana/vegetariana trova paradossalmente il suo ambiente ideale in un contesto prettamente cittadino, è quindi ancora più coraggiosa la scelta della coppia Francesco Andreotta/Rie Otsuka di aprire il loro ristorante “Orterie” a Stazzona, frazione in piena Valtellina, landa già di per sé piuttosto refrattaria alle novità in campo ristorativo.

Oltre alla carne è bandita anche la scelta alla carta: vengono infatti proposti due menù degustazione di 5 e 9 portate con possibilità di modulazioni intermedie. La cucina della giovane chef attinge a piene mani, come è ovvio che sia, alle tradizioni estremo orientali (Giappone in primis), in una sequenza dove la fanno da padrone il Gozen (piatto di assaggi in stile Kaiseki) e il ramen in versione vegetale.

I piatti convincono per accostamenti e originalità, non facendo rimpiangere agli onnivori la componente animale, con qualcosa da rivedere sui dolci, dove le preparazioni crudiste risultano leggermente sottotono. Carta dei vini con prevalenza di biodinamici e servizio sorridente, anche se a volte insicuro, a completare il tutto.

La scommessa è sicuramente audace e porta una ventata di novità nella monotematica ristorazione tellina. Un locale interessante per provare una cucina vegetale originale, ben eseguita e -soprattutto- non stereotipata.

Le portate

Vellutata di carote, latte di cocco e zenzero
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Hummus con cavolfiore rosa e bacche di crespino
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Gozen: piatto di assaggi comprendente diversi tipi di patata in varie preparazioni, tofu fritto e insalate
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Ramen di verdure con tagliolini di farina integrale
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Tris di dolci: Joia (ispirato al piatto “gong” del ristorante omonimo), torta di zucca e torta crudista di cioccolato e tè macha
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Altre Foto

Prezzi (Gennaio 2018)

Degustazioni: 35€ – 50€
Dessert: 7€

Indice di gradimento

Orterie

Via Giambonelli, 16
Loc. Stazzona
23030 Villa di Tirano (SO)

Tel. 0342 79.50.54

www.facebook.com/orterie

Chiuso mercoledì tutto il giorno e domenica a cena.

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