I francesi che si incazzano @ Mirazur – Mentone (Francia)


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Puntuale come la tasse anche quest’anno è uscita la “World’s 50 Best“, dai più ribattezzata come l'”oscar della cucina”, che per la prima volta ha lasciato Londra per approdare a New York, in una strategia volta alla sempre maggiore internalizzazione. Dei dubbi che la suddetta mi suscita ne parlai già nel 2012 (potete trovare il vecchio post con le mie considerazioni qui), e la mia posizione è sostanzialmente invariata, nonostante quest’anno per la prima volta un Italiano salga sulla vetta (sto ovviamente parlando di Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, uno dei miei preferiti da ormai un decennio).

E come ogni anno ritroviamo i francesi che si incazzano visto che la graduatoria by San Pellegrino tende molto a penalizzarli. E i simpatici cugini d’oltralpe, che per lungo tempo hanno dominato la scena gastronomica mondiale, e tutt’oggi dispensano autorevoli giudizi sotto forma di stelle Michelin, non l’hanno mai presa bene. La reazione però è stata realmente tragicomica: con sponsorizzazione governativa si sono inventati “la liste“, una classifica concorrente basata su un algoritmo scientifico, i cui risultati sono molto più graditi in patria. Peccato solo che lo chef vincitore si sia suicidato poco dopo (per motivi ovviamente indipendenti), gettando un alone piuttosto macabro su tutta l’operazione. Ci sarebbe quasi da ridere, se non ci fosse da piangere.

Diciamo solo che il mondo ormai non guarda più alla Francia come avanguardia gastronomica da almeno un ventennio, visto che l’attenzione si è spostata verso la Spagna prima, nel nord-europa poi e (speriamo) in Italia oggi. Lo chef francese con la posizione più elevata nella World’s 50 Best (sesto posto, in salita dall’undicesimo) ha per giunta origini italo-argentine e opera a Mentone, a circa 20 metri dal nostro confine, ed è di lui che parleremo oggi.

Mauro Colagreco gestisce il ristorante Mirazur di Mentone da dieci anni esatti, e propone una cucina dove l’impronta italiana è molto marcata. Siamo lontani dall’opulenza dei ristoranti parigini in stile Alain Ducasse: la sala è un ottagono piuttosto spoglio, con una bella vista sul porto e la città. In periodi in cui si disquisisce su “tovaglia sì/tovaglia no” finalmente una scelta originale: metà dei tavoli con tovagliato lungo e l’altra metà a mostrare il nudo legno, così da non scontentare nessuno ;-).

le principali fonti di ispirazione dello chef (mare, orto e montagna… ossia praticamente tutto) si trovano ben rappresentate nella degustazione più estesa (10 portate a 140€, un prezzo persino inferiore a locali parimenti stellati della zona). Da notare che le punte di eccellenza si ritrovano nei piatti di matrice classica: in primis la cernia con salsa bernese, un piatto di solida impostazione francese, ma anche nella coda di maiale dalle impeccabili consistenze morbido-croccanti e nel libidinoso piccione cotto a bassa temperatura e abbinato alle fragoline di bosco.

I guizzi creativi più estremi fanno a volte storcere il naso, come gli incomprensibili tortellini ripieni di pasta di mandorle in brodo affumicato o un anonimo calamaro con bagna cauda. Nota di lode invece per i piatti puramente vegetali: le due insalate servite (di fagiolini e di cavolo) denotano grande maestria nella valorizzazione dei prodotti dell’orto. Pasticceria all’altezza del contesto.

Poichè considero la World’s 50 Best in maniera piuttosto ludica non voglio entrare nel merito dell’adeguatezza della posizione in classifica. Siamo però sicuramente di fronte ad una tavola di grande interesse, gestita da uno chef dalle impeccabili basi tecniche, che forse dovrebbe soppesare alcune sue creazioni prima di presentarle ai clienti. In ogni caso il ristorante più interessante in Costa Azzurra.

Le portate

Sardina mediterranea e limone di Mentone
Macaron di sanguinaccio e mela Granny Smith
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Gelatina di barbabietola e crema di formaggio di capra
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Pane e olio aromatizzato al limone di Mentone
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Foie gras, fiori di sambuco, cicoria, polvere di limone
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Insalata di fagiolini, ciliege e pistacchi
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Calamaro di Bordighera, bagna cauda
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Tortellini di mandorle, consommé affumicato e funghi
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Insalata di cavolo cappuccio, crema di lampone
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Cernia, salsa bernese e crema di aglio nero
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Coda di maiale, lattuga di mare, nocciole e funghi
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Piccione cotto a bassa temperatura, fragoline di bosco, risotto di farro
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Crema di sedano, gelato di lampone
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“Arancio in fiore” zafferano, schiuma di mandorle e sorbetto all’arancia
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Gelatina di fragole e calendule
tartelletta al gorgonzola e caffè
pastiglia al cioccolato bianco e té verde
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Prezzi (Giugno 2016)

Coperto e acqua : 0€ 🙂
Antipasti: 39€
Piatti Principali: 49€
Dessert: 25€
Degustazioni: 85-140-210€

Indice di gradimento

Mirazur

30 Avenue Aristide Briand
06500 Menton
Francia

Tel. +33 4 92.41.86.86

www.mirazur.fr

Chiuso lunedì e martedì

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