Eno-centro sociale @ Ombre Rosse – Parma


E’ ristorante. E’ enoteca. E’ wine-bar. Sicuramente Ombre Rosse è un locale dalle svariate sfaccettature, che non appaiono tuttavia ben definite. I confini sono anzi così labili da rendere la situazione alquanto caotica… o assolutamente uniforme, a seconda dei punti di vista.

C’è una bella sala adibita a ristorante, dalle pareti fucsia e dal soffitto affrescato, con ingresso sulla via principale (Borgo Giacomo Tommasini), e anche una serie di locali assai meno luminosi (con annesso cortile per i mesi estivi) a cui si accede da una isolata traversa, che assurgono invece al ruolo di wine-bar. Nella prima location si serve da mangiare e si vendono bottiglie sia per il consumo diretto al tavolo che da asporto, e nella seconda pure. Nel wine-bar l’apparecchiatura è rigorosamente cartacea mentre nel ristorante… pure.

Il menù è quindi quello che dovrebbe fare la differenza, con piatti più elaborati nel contesto "principale" affiancati da una carta dei vini all’altezza… ma è quasi inutile dire che non vi sono differenze nelle minute delle vivande, nonostante il sito web si premuri di fornire due diffenti link.

La cosa che differenzia veramente le due facce della medaglia Ombre Rosse è l’affluenza di clientela, che predilige nettamente l’atmosfera new age dell’imboscata enoteca ai toni più barocchi della sala ristorante.
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Intramontabilità @ Miramonti l’Altro – Concesio (BS)


In un’anonima villetta di un’anonima frazione di un anonimo paesello vicino a Brescia trova casa il Miramonti l’Altro. Se sia mai esistito, e dove si trovi, un Miramonti "e basta" non ci è dato sapere, ma certo è che "l’altro" è da svariati lustri una delle punte di eccellenza della cucina italica, nonostante lo chef Philippe Léveillé, come il nome poco velatamente sottintende, sia di origini bretoni.

Qualche tempo fa, parlando dell’incremento dei costi della ristorazione nell’ultimo decennio, avevo indicato in questo locale bresciano un esempio di refrattarietà all’aumento selvaggio del conto. Precisiamo che stiamo comunque parlando di cifre importanti, ma è altresì vero che la media dei locali parimenti-michelin-sgommati stacca conti almeno del 20% superiori.

Andando diligentemente ad analizzare una cena di una tranquilla serata di marzo, e scomponendo i vari elementi secondo la scuola "Gambero Rosso", sicuramente potremmo archiviare le voci ambiente e servizio come non meno che impeccabili.

Un’analisi così metodica potrebbe far però perdere dignità a quella che, a tutti gli effetti, è una sensazione di piacevolezza complessiva che va oltre la bella sala in stile "giardino d’inverno", l’accoglienza calorosa e il servizio che gira come un orologio svizzero. Continue reading “Intramontabilità @ Miramonti l’Altro – Concesio (BS)”

La seconda chance @ Relais Galù – San Secondo Parmense (PR)


Nonostante la loro staticità, dovuta in primis agli ormai vetusti aggiornamenti annuali, le classiche guide cartacee possono ancora offrire spunti interessanti, soprattutto in virtù della loro capillare copertura del territorio.

E’ indubbio che la rete cronologicamente arrivi sempre prima, ma alcuni locali meritevoli, magari lontani dalle rotte seguite abitualmente dai food bloggers, potrebbero rimanere appannaggio della vecchia critica su pergamena.

L’edizione 2012 della guida dell’Espresso, con poche altre novità, ha segnalato 10 giovani promesse da tenere sotto controllo per il futuro… e putacaso una di queste si viene fortunatamente a collocare nelle adiacenze di Parma, zona che -volente o nolente- mi ritrovo a frequentare con una certa costanza.

Il passaggio al Relais Galù, elegante cascina ristrutturata nel bel mezzo del bucolico nulla assoluto della bassa, è risultato quindi quanto mai irrinunciabile. Continue reading “La seconda chance @ Relais Galù – San Secondo Parmense (PR)”