Isola nell’Isola @ Ratanà – Milano


La riqulificazione del quartiere Isola non nasconde affatto una certa smania per la verticalizzazione delle strutture. Negli ultimi anni, a partire dal famigerato grattacielo della Regione Lombardia, sorto sulle ceneri del famoso bosco di Gioia, lo skyline milanese ha raggiunto in questa zona nuove vette.

C’è solo da sperare che la nuova area verde, e gli annessi giardini pensili simil-babilonesi, previsti per il 2013, risollevino un po’ la vivibilità di una città che somiglia sempre più al suo cimitero monumentale.

Il Ratanà appare quasi timidamente, in mezzo a questo svettare di calcestruzzo e vetro, opponendo un notevole grado di amenità all’ascensione degli immobili circostanti. Entrando in questo piccolo parco giochi si ha realmente la sensazione di lasciarsi Milano alle spalle, nonostante i giganti incombano, e proprio in fondo, in una piccola palazzina liberty bi-piano un tempo adibita ad uso ferroviario, si trova il ristorante.

La sensazione di tranquillità invero un po’ si perde nella sala dal pavimento di rovere con ferro a profusione alle pareti, viste soprattutto la costante affluenza di avventori e la marcata casinosità dell’ambiente. Appare subito chiaro che il Ratanà nei pochi anni di vita ha riscosso successo sempre crescente, tant’è vero che prenotare un tavolo in serate di punta risulta ormai un’impresa abbastanza ardua.









Probabilmente parte del successo è dovuta anche al socio V.I.P., costantemente citato nelle recensioni e che, proprio per questo, mi sforzerò di non nominare, indicandolo tutt’al più come l’autore di un azzeccatissimo Sommelier macchiettizzato.

Passando invece al sodo, appare subito palese che le creazioni dello chef, dall’evocativo nome di Cesare Battisti, attingono a piene mani dalla tradizione gastronomica meneghina, consentendosi solo sporadiche elaborazioni.

Oltre a dei buoni Mondeghili di benvenuto si potrebbe iniziare con un cotechino di attenta selezione, e di godurioso risultato, accompagnato da patate schiacciate e da un intelligente uso dell’aceto balsamico tradizionale di Modena che mitiga, con la sua acidità, sapidità e grassezza.

Il sanato piemontese è protagonista di un insolito abbinamento con le nespole (in stagione) che non valorizza, ma nemmeno mortifica, l’ottima ciccia, riconducibile alla berlusconiana macelleria Motta di Inzago (o giù di lì).

Senza troppa sorpresa il killer dish è il risotto, sia nella classica versione gialla alla milanese, che in una particolare versione verde alle ortiche, entrambi caratterizzati da ottima mantecatura e selezione del riso. Un filo di sapidità di troppo va ad incrinare leggermente un piatto comunque centrato.

Bene anche il settore paste con i semplici rigatoni al ragù di salsiccia, mentre più particolari si rivelano i tagliolini al Montèbore, formaggio piemontese di recente riscoperta, dove, nonostante la godibilità di fondo, l’accostamento al peperone rosso risulta appena intuibile.

Intuibilissimo invece l’eccesso di sapidità del pollo ficatum alla curcuma, attribuibile probabilmente ad un errore di assemblaggio, che va purtroppo a penalizzare una carne di buona qualità.

Molto riusciti invece, per delicatezza e accostamento dei sapori, i carciofi al forno con crema di burrata. Chiusura demandabile a dessert di apprezzabile fattura come la triplice mousse ai cioccolati equo-solidali.

Servizio assai efficiente e non musone gestito dall’allampanato oste-sommellier Danilo Ingannamorte e dal suo bassotto, il tutto condito inoltre da una discretamente esaustiva carta dei vini con svariate proposte anche al calice (occhio ai ricarichi però ;-)).

Arrivando alle conclusioni, l’offerta del Ratanà risulta vincente grazie ad un’ottima selezione della materia prima interpretata, senza eccesso di estro, in piatti tendenzialmente tradizionali che hanno facile presa sulla clientela meneghina… e la cosa non sorprende considerando i buoni risultati a volte penalizzati da un filo di sale di troppo.

I prezzi si mantengono in linea con la media milanese ma, considerando la qualità di fondo, l’asticella del rapporto soldi/goduria si spinge timorosamente verso l’alto. Visita raccomandata dunque, con l’avvertenza di prenotare per tempo debito o di presentarsi a tarda ora (previa verifica della disponibilità ;-))

Altre foto

Prezzi (Gennaio 2012)

Coperto: 0€ 🙂
Antipasti: 12-14€
Primi: 9-13€
Secondi: 18-26€
Dessert: 6-7€

Indice di gradimento

Ratanà

Via De Castillia, 28
20124 Milano

Tel. 02 87.12.88.55
www.ratana.it

Dal 1/10 al 30/5 chiuso Sabato a pranzo e Lunedì tutto il giorno.
Dal 1/6 al 30/9 chiuso Sabato a pranzo e Domenica tutto il giorno.

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3 thoughts on “Isola nell’Isola @ Ratanà – Milano

  1. Artèteca

    Ci sono stato una volta, nel corso di IG 2010, era uno dei ristoranti “affiliati” alla manifestazione. Sarà stato il marasma, ma la cucina non mi ha convinto. Sicuramente merita una seconda chance

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