La strana coppia @ Ilario Vinciguerra Restaurant – Gallarate (VA)


Nel bene o nel male sono sempre i migliori che ti danno qualcosa di cui parlare, e Ilario Vinciguerra non fa eccezione. Da circa sei mesi, con grandi levate di calici e qualche strascico polemico, il locale dello cuoco partenopeo ha trasferito la sua sede nel pieno centro di Gallarate, in una squadrata villa liberty con tanto di parco annesso, abbandonando i piccoli locali di Galliate Lombardo dove già operava sotto l’insegna di "Antica Trattoria Monte Costone".

D’altronde i consensi erano -e sono tutt’oggi- in costante impennata, e il piccolo paese lacustre cominciava ad essere un po’ stretto per le ambizioni di un giovane chef in ascesa: a quanto pare sarò uno dei pochi a rimpiangere, ahimè, la piccola e accogliente saletta di Galliate e, soprattutto, la bella terrazza vista lago.

La villa gallaratese ha comunque un buon coefficiente di amenità, regalando spazi decisamente più ampi (sia per le sale che per la cucina) per quanto asettici, e ha conquistato molto velocemente i favori della clientela della cittadina industriale.

Il passaggio non è comunque indolore: dopo sei mesi il servizio non è immune da affanno, tempi di attesa dilatati, e svarioni vari, come fanno del resto presagire le giacche decisamente oversize del personale di sala. Siamo insomma ancora lontani dalla cortese efficienza di Villa Crespi dell’altrettanto campano Antonino Cannavacciuolo, nella cui ombra i maligni hanno sempre piazzato il buon Vinciguerra.




La cucina però è davvero in netta crescita, e bastano i primi assaggi a farti capire che qua, con olio e pomodoro, ci sanno davvero fare. In primis nelle impalpabili sfogliatine all’olio d’oliva e semi di sesamo, e ancora di più nelle pizzette e nei panzerotti ripieni di ricotta serviti con l’aperitivo, in carta a 12€… che oggigiorno per un calice di Annamaria Clementi non è nemmeno troppo ;-).

L’appetizer (sformatino di carota e salsa di soia) passa abbondantemente inosservato, ma ci pensa "profumo" a mandare subito in visibilio le papille.
Questa tartare di gamberi rossi si può considerare il piatto della consacrazione per Ilario Vinciguerra, avendo vinto il primo premio nell’edizione 2007 del concorso organizzato da los Mejor de la Gastronomia avente come tema i piatti a base di extravergine di oliva.
E’ proprio un olio del Garda, insieme a una gelatina di limone e ad una di nero di seppia, più vari petali edibili, a completare questa preparazione.

Il tutto viene servito in una sfera di plexiglass, con raccomandazione scritta di annusare, shakerare e -infine- mangiare. Alla bocca le sensazioni sono grasse e avvolgenti, con gambero e olio in perfetta commistione. Gradevoli le comparsate del limone, così come l’idea del bicchierino di gin tonic alla base, utile per ripulire la bocca a fine portata.

Un rimando alla Trinacria viene dalla melanzana, abbinata a cuore di pomodoro bottarga e arachidi, caratterizzata da sapori in equilibrio funambolico su una base amarognolo-affumicata, per un assemblaggio di grande maestria.

La porzione dei tortelli di pomodoro, evocativamente intitolati "Sud", è piuttosto micragnosa per una degustazione di sei portate… ed è un peccato perché siamo di fronte ad un altro piatto centrato al 100%, con una bella acidità di fondo contornata dalla nota dolce e fumée dell’acqua di provola versata direttamente al tavolo.

Grande tecnica nei filetti di triglia, accoppiati con fichi caramellati e rognone cotto a bassa temperatura, sicuramente imperdibili per gli amanti delle frattaglie, ma decisamente troppo lontani dai miei gusti per fare capriole sulla sedia.

Altra standing ovation per il petto d’anatra con gocce di salsa pechinese, prima marinato e poi cotto unilateralmente sulla pelle: sottofondo acidulo che contrasta delicatamente con la dolcezza del cannolo di fegato dell’anatra stessa.






Il capitolo dedicato ai dolci è veramente dolce… con l’eccezione del mitico pre-dessert "l’oro di Napoli", ormai famosa reinterpretazione della pastiera napoletana in versione liquida, con una spruzzata di oro alimentare a nobilitare il tutto.

Nonostante la dolcezza accennata sopra il "fragociok" è sempre molto godibile: la fragola è presente in una salsa concentrata e povera di acidità per migliorare l’appaiamento con il croccante di nocciole, il pan di spagna e il gelato al cioccolato.

Meno godibile, proprio per eccesso di zuccherosità, invece la piccola pasticceria, specialmente il babà al rum, ancor di più se confrontato alla fantastica interpretazione del "cugino" Cannavacciuolo.

La cucina guarda a sud, mantenendosi generalmente immune da contaminazioni nordiche, e punta su immediatezza e linearità. L’unica pecca che mi sento di sottolineare è l’eccessiva esiguità delle porzioni: quei tre ravioli nel piatto farebbero gridare vendetta anche al più sfegatato estimatore della nouvelle cousine anni ’80. Un modesto incremento di quantità (a parte sui dolci) sfigurerebbe molto meno, senza andare ad intaccare di troppo il budget del locale.

La nuova lochescìon, quasi a voler davvero inseguire il collega di Orta San Giulio, fa davvero trasparire l’idea di ambire al secondo asterisco pneumatico, anche se dalla regia con modestia negano. Di sicuro la scelta logistica si sta rivelando vincente, considerando il buon afflusso anche in serate infrasettimanali.

Stride simpaticamente la formale cortesia della moglie Marika, che sovrintende al servizio in sala, con la quasi macchiettizzata estrosità dello chef; tuttavia la sosta si conferma nel complesso come estremamente raccomandabile.

Aggiustando il tiro su alcuni aspetti, questo ristorante si candida a competere con i migliori sul territorio nazionale. Una stilla di Mediterraneo nel pieno centro di Gallarate.

Altre foto

Prezzi (Settembre 2011)

Coperto: 0€
Antipasti: 18-24€
Primi: 20€
Secondi: 30-34€
Dessert: 14-16€
Degustazioni: 80-90€

Indice di gradimento

Ilario Vinciguerra Restaurant

Via Roma, 1 (Ingresso da via Tenconi)
21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331 79.15.97
www.ilariovinciguerra.it

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4 thoughts on “La strana coppia @ Ilario Vinciguerra Restaurant – Gallarate (VA)

  1. vergani

    bellissima rece !!!
    anche se perso che la cucina di ilario sia più avanti di quella di tonino ;
    quella di ilario sia una cucina più immediata,ovviamente stiamo parlando di due grandi della cucina italiana .
    Sul servizio tonino è avanti ma credo anche sui prezzi mediamente non spendi di meno di 170 euro se rimani con i piedi per terra, invece da ilario sei intorno a 100 euro .Io sono stato da ilario nel nuovo locale ed era un martedì e c erano una trentina di persone, non male anzi vuol dire che si sta’ bene .
    In conclusione un plauso a ilario che in questo periodo cosi difficile per tutti ha messo su un bellissimo locale insieme ad una bellissima e professionale moglie.

  2. Fabio

    complimenti per la recensione…non vedo l’ora di andarci, da Gallaratese DOC come sono! 🙂 Per il report fotografico direi che sarebbe ora di fare un salto di qualità con una bella reflex, fatti così gli scatti non rendono minimamente giustizia (c’è pure un mosso!). Spero il consiglio sia gradito…se vuoi suggerimenti per l’attrezzatura, scrimivi 🙂

    • Buauro

      In effetti la foto dell’anatra è abbastanza orrenda, ma l’illuminazione da Vinciguerra non è proprio ottimale 🙂
      Avevo pensato anch’io ad un upgrade verso una refex seria ma, siccome le foto alla fine sono solo didascaliche al racconto, preferisco ancora la maneggevolezza di una compatta (al momento uso una Lumix TZ10, sempre che non me la dimentichi e debba sopperire con l’aifono 😉 ).
      Una reflex ha comunque un discreto ingombro e la buona riuscita alla fine dipende molto di più dalle condizioni di luce, senza contare che vorrei dare il meno possibile nell’occhio 😉
      Grazie 1000 per il feedback!

      • Fabio

        anche se le foto sono solo didascaliche, vederle nitide e ben fatte dà una marcia in più alla buona recensione! 🙂 io ultimamente sto andando in ristoranti stellati e chiedo sempre di fare fotografie, tutti acconsentono senza problemi. Uso una reflex Nikon d7000, ti assicuro che la resa a basse luminosità è eccellente, considerato il prezzo molto contenuto…tra l’altro! Natale è vicino…se fossi in te me la regalerei!

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