Riposizionamento @ La Cucina di Roberto – Felino (PR)


La Cantinetta è stato per anni un punto di riferimento alquanto atipico nel panorama della ristorazione in provincia di Parma: un locale circondato da salumifici e caseifici, dove la principale attrattiva è sempre stata il pesce di mare.

Non è certo stato un cammino avaro di successi per lo chef Roberto Pongolini, che ha potuto annoverare fra i suoi riconoscimenti anche l’asterisco gallico, prontamente barattato con un "Bib Gourmand" (il riconoscimento della guida pneumatica per il qualità/prezzo), dopo il radicale stravolgimento del locale.

E’ infatti da poco più di un anno che, a partire dal nome, le cose non sono più le stesse. Con il riproporsi della crisi finanziaria/economica anche il riposizionamento verso il basso di alcuni locali di fascia alta o medio-alta torna prepotentemente alla ribalta… per lo meno nelle discussioni, perché, all’atto pratico, mi tocca sottolineare nuovamente come suddetti locali siano in effetti delle mosche bianche. I ristoratori tendono a fare proprio il concetto secondo cui "il lusso non va mai in crisi", per poi ritrovarsi con i tavoli vuoti o semi-vuoti, nonostante patacche e bollini guidaroli appiccicati alla porta.

Altra filosofia quella sposata dall’ex cantinetta che, come legame con il passato, mantiene in carta diversi piatti di mare, proposti anche in una degustazione a sorpresa di 3 portate più dessert in carta a 38 (!!!) euri.



Le preparazioni hanno forse perso in complessità ma, almeno nel nostro caso, i risultati gustativi non sono mai stati meno che appaganti. Si comincia quindi con un tentacolo di polpo dalla consistenza morbido-croccante, adagiato su una riduzione al pomodoro, con complemento di un (buon) extra-vergine.

Sottovalutabile la divagazione degli spaghetti gamberi e zucchine, vincenti però per la qualità del crostaceo e per l’interessante accostamento con il soffritto abbondantemente agliato.

Da applausi l’ombrina, tagliata in veli sottili, e cotta direttamente sul fondo di ceramica con accompagnamento di pomodori e olive.

Senza che il calo di prezzo vada a inficiare sulla complessità dei piatti, la più consistente componente terragna della lista può essere approcciata con "giocando con il parmigiano", interessante declinazione del principe dei formaggi locali in varie forme e consistenze, neanche così vagamente ammiccanti al dolce. Tutto interessante ma, manco a dirlo, la nuvola sta sopra a tutti, seguita a ruota dalla caramella brûlé e dalle scaglie con gelato di pere e cannella. La versione sott’olio, dal gusto marcatamente acetale, è veramente per palati forti.

Molto bene anche la ricotta maturata, che strizza l’occhio a consistenze quasi astratte e a piacionismi a base di pancetta affumicata. Azzeccata semplicità nella tartare di angus, con classici abbinamenti, con quella nota quasi leziosa dell’uovo cotto a bassa temperatura.






I primi piatti non si mantengono affatto diafani nei condimenti e i risotti ne sono palese dimostrazione: in primis un’interessante versione al limone arricchita da pinoli e striscioline di salvia, a cui nuoce una punta di acidità troppo vistosa.

Mantecatura di parmigiano non certo leggera per la versione "pera e fumo", che si attesta sul lussurioso andante, con rimpalli fra la freschezza del frutto e le prevedibili note fumée.

Le tagliatelle di semola essiccano al sole per 5 giorni, mantenendosi tuttavia sfuggenti al condimento e alla forchetta, ma non alla gustosità e all’appagamento.

Anche la quaglia con prugna affumicata applica lo stesso schema di sapori forti ma ben delineati, accompagnata da una misticanza all’agretto di lamponi che evita la prematura stanchezza delle papille.

Altra particolarità di questo intelligente locale è, in giornate preposte (martedì e domenica sera), la degustazione di pizze.

A voler essere pignoli stiamo parlando di qualcosa che si avvicina di più ad una focaccia gourmet che ad una pizza vera e propria, ma non per questo l’esperienza è priva di interesse.

La pasta è spessa, differente per tipologia di pizza, con cornicione ancora più alto, ben lievitata e condita con abbondanza di ingredienti di alta qualità. La pizza al crudo prevede prosciutto stagionato 36 mesi, stracciatella di burrata e pomodoro San Marzano.

Persino più godereccia quella al tonno rosso siciliano, cipolla rossa e fiordilatte, con tanto di bicchiere di completamento al centro.



Chiusura dolce senza troppi voli pindarici, come la nuvola di yogurt con frutti di bosco sciroppati ed in varie consistenze, e la meringa accompagnata da gelato al passion fruit e fragola che gioca sui contrasti dolci.

Stessa idea anche nelle pesche, marinate al vino rosso, e abbinate ad un sorbetto al cioccolato. Più particolare il sorbetto al pompelmo rosa e salvia servito nell’albanella.

La nuova versione della Cantinetta sembra decisamente quadrare il cerchio, con un riposizionamento di fascia di prezzo ben ponderato che nulla va a togliere alla qualità, e un’offerta poliedrica che raccoglie i meritati consensi.

La cucina si può annoverare in senso assoluto fra le più interessanti nel raggio di parecchi chilometri, con l’ulteriore incentivo di essere proposta a prezzi di estrema correttezza.

Il servizio è tranquillo e informale, e la carta dei vini profonda e intelligentemente suddivisa per fasce di prezzo, senza scordare una corposa sezione dedicata alle birre.

Un locale imperdibile, come molti ce ne dovrebbero essere.

Altre foto

Prezzi (Settembre 2011)

Coperto: 2€
Antipasti: 9-13€
Primi: 8-12€
Secondi: 11-18€
Dessert: 6€
Degustazioni: 38€

Indice di gradimento

La Cucina di Roberto

Via Calestano, 14
43035 Felino (PR)

Tel. 0521 83.11.25
www.lacucinadiroberto.it

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One thought on “Riposizionamento @ La Cucina di Roberto – Felino (PR)

  1. Buauro

    Apprendo oggi che è imminente un cambio di gestione, previsto per febbraio 2012. La notizia lascia un filo di tristezza, anche se la vecchia proprietà dice un gran bene della nuova (giovane ma con una certa esperienza alle spalle). Di certo è che per il mio locale di elezione a Parma e limitrofi si apre una nuova era… naturalmente sono sempre pronto ad assaggiare :-). Un “in bocca la lupo” a Roberto Pongolini & co.

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