Easy eating @ Mood – Civitanova Marche (MC)


Sul lungomare sud di Civitanova Marche il mare si intuisce appena. Troppo distante per regalarsi alla vista nelle ore notturne, si fa percepire solo sottoforma di una sensazione salmastra nell’aria.
La camminata è rifatta di fresco, secondo canoni e idee di qualche architetto di tendenza, la cui sottile e sinuosa eleganza non trova riscontro nel razionalismo delle facciate anni ’70 dei vicini palazzi.

Sarà anche per questo che il Mood fatica a notarsi. Troppo design in questa ex officina navale riadattata, senza contare la mancanza di insegna e quel lieve dislivello che lo mantiene un po’ al di sotto del piano stradale.

L’atmosfera è quasi da lounge bar, e rende il contesto decisamente più light: e ciò è decisamente un pregio. Uno dei problemi che rendono difficile l’approccio alla cucina di ricerca sono in generale tutte quelle sovrastrutture che solitamente la accompagnano… e con questo includo l’eleganza formale, il servizio magari troppo ingessato e non ultimo il solito annoso problema dei prezzi stellari.

Di certo il maxischermo con immagini psichedeliche a ciclo continuo, i serpentini neon colorati e le scatolette di Tonno Nostromo usate come portavasi alleggeriscono il carico emotivo dell’utilizzatore finale ( 😛 ) rendendo il locale appetibile anche alle fasce più giovani.





La geografia non mente, e quindi la cucina dello chef Massimo Garofoli segue una prevedibile linea "tuttopesce" rielaborata con un certo estro. Ne è la prova uno dei cadeau dalla cucina: il baccalà "quasi cotto" con annesso sorbetto sgrassante al gin tonic montanto all’azoto liquido. Più tranquillo il pane (anche se sembra un grosso gnocco) ripieno di un ragù di piccoli pesci in brodo di pesce stesso. Solletica il ricordo la rielaborazione del tramezzino al tonno, in versione scomposta con aggiunta di carciofi e grande attenzione alla materia prima.

Il filone "scomposizioni" prosegue con una versione della seppia con piselli. L’aspetto colpisce con una bel cromatismo e presenta la seppia in diverse versioni crude e cotte. L’impatto gustativo però è desicamente sconnesso e manca di una logica d’insieme, specialmente per via degli onion rings che tendono decisamente a sovrastare. Concetto nebuloso e risultato poco godibile.

Passando invece alle "declinazioni" il piatto intitolato "la ricciola dalla testa alla coda" è centrato sotto tutti gli aspetti. Ogni parte del pesce viene utilizzata e diversamente interpretata, partendo ad esempio dalla pancia semplicemente scottata sulla piastra, passando per una tartare della coda, fino ad ardite rielaborazioni in stile "salumeria di pesce" che riutilizzano anche la testa. Libinoso il piccolo hamburger, anche se di approccio sfuggente, e qualche appunto alla consistenza troppo duretta del crostino con il fegato, che però compensa con forti sensazioni affumicate.

I primi smorzano la creatività e si concentrano sui sapori, come degli interessanti e bilanciati gnocchetti con spinaci, calamari ed acciughe.

La semplicità si rivela vincente anche nei campofiloni con battuto di canocchie e sugo delle stesse: serviti al tavolo in una teiera in cui sono stati precedentementi composti a strati, si rivelano decisi al palato e di buon equilibrio.

La rielaborazione torna sui secondi in una interessante versione alleggerita del brodetto. Pomodoro e cipolla sono presenti in versione solida, mentre il brodo è ottenuto dalle lische dei pesci, che partecipano con i "soliti noti" oltre a qualche illustre sconosciuto tipo il pesce ragno. Ottimo e variegato l’impatto al palato anche in virtù del misurato utilizzo di foglie ed erbe.

L’apertura della sezione dolci potrebbe essere demandata ad una interessante crema bruciata al pistacchio servita in guscio d’uovo (che fa tanto "uovo alla carbonara" di Massimiliano Alajmo ;-)), per poi lasciare spazio a dessert dai nomi evocativi tipo il "giardino zen".

In questo caso, su una polvere di biscotti sbriciolati ritroviamo sassi e pepite al cioccolato in varie consistenze, oltre ad un improbabile (come forma :-P) rastrello di cioccolato in purezza. Presentazione originale e risultato di facile appeal.





La voglia di fare bene è tanta e il progetto è giovane, e già oggi mette in pista una cucina di indubbia originalità, ma già solida, i cui unici cedimenti dipendono forse dalla voglia di stupire a tutti i costi. Servizio e vini si mantengono allineati al livello generale.

In sostanza una sosta di qualità a tutto tondo, con un approccio molto "easy" e con un conto che navigherà intorno alla boa dei 60€, che, a fronte delle numerose attenzioni di cui il cliente viene fatto oggetto, non avranno alcuna ripercussione sull’umore finale.

Altre foto

Prezzi (Giugno 2011)

Coperto: 0€ 🙂
Antipasti: 14-25€
Primi: 14-16€
Secondi: 24-26€
Dessert: 8€
Degustazioni: 35-50€

Indice di gradimento

Mood

lungomare Piermanni (Sud)
62012 Civitanova Marche (MC)
Tel. 0733 77.51.58
www.mood-restaurant.com

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