Cattedrale nel deserto? @ Gimmy’s Restaurant – Aprica (SO)


N.B.: Dal dicembre 2013 lo chef Antonio Borruso si è trasferito presso l’Umami Restaurant di Bormio (SO) di cui trovate il resoconto qui.

Possiamo tranquillamente archiviare -come tutti gli anni del resto- la Guida Rossa Michelin 2011, che dipinge per l’Italia una situazione della ristorazione oltremodo statica, trascinandosi dietro le solite vecchie polemiche: numero dei tristellati italiani ridicolmente inferiore a quello francese (e non solo), più discussione sulle stelle tolte che sulle stelle date, format risalente al giurassico, e via dicendo…

L’asterisco della Rossa rimane comunque l’unico riconoscimento in grado di smuovere la clientela… anche estera, vista l’internazionalità della guida gallica. Una delle poche novità, anche se non sottoforma di stella ma di "promessa" per l’edizione 2012, è venuta a capitare proprio nella gastronomicamente inamovibile Valtellina.

Già voci erano giunte alle mie orecchie sul talento di uno chef partenopeo installatosi al passo dell’Aprica, indi un paio di passaggi sono risultati imprescindibili ;-).

Non essendo una località sciistica particolarmente "trendy", mi ritrovo stupito dall’eleganza della location e dall’investimento alle spalle: il Gimmy’s Restaurant si trova letteralmente incastonato all’interno dell’hotel Arisch, in una sala dal pavimento di serpentino scuro e dalle pareti in legno grezzo, il cui profumo vi accoglierà non appena varcato l’ingresso.

E’ chiara l’intenzione di puntare in alto e la lettura della parte destra del menù ne darà ulteriore conferma, con prezzi decisamente superiori alla media valtellinese. Dopo uno champagne (offerto) e un’occhiata al mitico "pistone" della Magnolta che si intravede dalle finestre, giunge il momento di tuffarsi nella cucina dello chef Antonio Borruso.


Il benvenuto dalla cucina sarà sempre una tripletta in tema finger-food: gambero fritto, cannolo di baccalà con sfere al campari, assaggio di lingua oppure bocconcino di tacchino fritto, cannolo di baccalà con pomodoro pachino, frittata di pasta con tutte le fritture leggere, asciutte e ben croccanti… ma questo è il minimo sindacale ;-).
Il capitolo antipasti non può che aprirsi con il pizzocchero sferico GOLD, il primo piatto che osa rompere il tabù dell’intoccabilità del pizzocchero -alla facciazza dei talebani del grano saraceno ;-)- e che merita quindi una standing ovation indipendentemente dal risultato gustativo. Alla prova delle papille, la sfera, quasi uno sciatt ripieno di pizzoccheri, non si distacca molto dalla tradizione aggiungendovi una leggera croccantezza dovuta alla panatura. Una spruzzata di oro alimentare a nobilitare il tutto e una cialda dorata quasi insapore per variare la consistenza.

Goduria dalla scaloppa di foie gras con consommé di noci dolci e spugna al frutto della passione, un piccolo pezzo di fegato in brodo dolce con il piacevole contrasto acido del passion fruit ad intramezzare, con tanto di sfere gelatinose alla menta per ripulire la bocca sul finale.



Il quinto quarto è di moda anche fra i monti e quindi ecco anche la lingua in versione destrutturata, con annessi un paio di omaggi a due famosi chef: il cappuccino di lingua in crema di patate (innegabile il rimando al "cappuccino di seppie" di Massimiliano Alajmo) si mantiene godibile e piacione e dalle marcate sensazioni "brodose". Più difficile l’approccio del boccone impastellato con salsa verde, decisamente più carnoso, che si farà comunque apprezzare dagli amanti del genere. La terrina di lingua glassata all’aceto balsamico e ricoperta di pane fritto (omaggio al croccantino di foie gras di Massimo Bottura), spicca per un poderoso incipit acido, mitigato dalla persistente cremosità, e per il gioco di consistenze.

Più ordinario lo spiedino di astice con carciofi brasati, polvere alla lattuga di mare e cristalli di capperi, che ripropone senza frizzi e lazzi un accostamento iper-sdoganato.

Quasi per espiazione della "dissacrazione" del pizzocchero ecco un piatto a Km 0: le tagliatelle di grano saraceno con burro d’alpeggio e spuma di grana grosino si fanno notare per la pregevole consistenza dovuta al blend di farine e per l’approccio gustativo "lattoso" che vira al sapido nella prosecuzione del piatto.

Molto interessanti e godibili i cappelletti al parmigiano liquido con jus di manzo profumato al lime, caratterizzati dallo spessore della sfoglia e dalla particolarità del brodo aromatizzato. Il boccone acquista complessità al morso, con l’esondazione del parmigiano liquido del ripieno che va a inondare il palato modificando radicalmente il gusto, mantenendosi però sempre equilibrato.



Il meglio viene però dal riso: il particolare risotto al karkadè con cruditè di gamberi rossi di Porto Santo Spirito, ostriche e fiori di basilico, ennesima espressione dei risotti viola ;-), è giocato sulla preponderante acidità della base. Il gambero crudo dona rotondità ed equilibrio risolvendo idealmente il piatto, effetto diametralmente opposto sull’ostrica dove emerge la componente salmastra. Non da meno, anche se di approccio più facile, il risotto affumicato al faggio con tartare di bresaola, dove la nota fumée è massiccia ma non stucchevole.
I secondi accentuano l’intensità dei sapori: il lombetto di capriolo con salsa alla nocciola, soffice di patate violette e foglia di nocciola è forse quello più delicato: spicca la cottura in olio che fa bella coppia con le sensazione dolci della ghianda.

Crescendo gustativo per lo stinchetto di maialino cotto a bassa temperatura con catalogna e crema di barbabietola, dalle prevedibili tenerezza e succosità che fanno da complemento alla massiccia presenza di aglio sminuzzato nella catalogna alla base.

Più indecifrabile lo scorfano scottato nel suo ristretto con acquario di gambero rosso e spiedino di calamari al profumo di lavanda, dal sapore decisamente imponente e invasivo: è poco chiaro il filo conduttore fra gli elementi del piatto che si mantengono comunque godibili singolarmente.





In chiusura ecco una crema fredda di zabaione con gelatina al rum, sfera di babà e amarene, evidente omaggio alle origini dello chef, che mostra una tessitura gustativa spiccatamente dolce, ma comunque non paragonabile alle crocchette di clementine e banana con neve allo yogurt, mandorle e salsa al cioccolato, che aggiungono anche i ricordi del fritto da "luna-park" sapientemente mitigati dallo yogurt polverizzato alla base.

Più ricerca nella composta alle mele con spugna di castagne e sorbetto al melograno, dai sapori decisamente più equilibrati ed autunnali, ma non certo tenui.

Ottimi risultati anche dal settore panificazione; un poco inferiore la piccola pasticceria dove si fanno notare i due massicci lecca lecca all’arancio e la meringa al the verde.

Carta dei vini allineata al target del locale, con menzione doverosa per il bravo sommelier capace di trovare chicche interessanti e poco conosciute per gli abbinamenti. Servizio di buon livello senza eccessive cerimonie.

La cucina proposta è di indubbio spessore: sempre ben eseguita con qualche sprazzo di palpabile emozione. Emerge forse una voglia di strafare che si concretizza nella ricerca di sapori intensi, a scapito dell’equilibrio dei piatti. Il progetto è comunque giovane e ci sono tutte le carte in regola per una buona crescita.

Gli aspetti negativi vengono esclusivamente da un prezzo elevato, sopratutto considerando il prestigio della località orobica. Di sicuro l’offerta nel suo complesso si pone al vertice della provincia… al Gimmy’s si sta bene a tutto tondo: ma di certo questa piacevolezza ve la ritroverete sul conto finale. Aperitivi, vini dolci e distillati offerti aiutano notevolmente ad indorare la pillola ;-).

Il locale rimane sempre più che consigliabile, con solo qualche dubbio sulla ricerca di un target di clientela troppo elevato.

Altre Foto

Prezzi (Dicembre 2010)
Coperto: 0€
Aperitivo: Offerto
Antipasti: 20-22€
Primi: 19-23€
Secondi: 27-30€
Dessert: 12-16€
Degustazioni: 75-95€

Indice di gradimento

Gimmy’s Restaurant

c/o Hotel Arisch
Via privata Gemelli
23031 Aprica
Tel. 0342 74.70.48
www.hotelarisch.com

Annunci

9 thoughts on “Cattedrale nel deserto? @ Gimmy’s Restaurant – Aprica (SO)

  1. bruno salerno

    sicuramente con queste pietanze i commensali saranno veramente sodisfatti ,sia per le portate i loro numeri che la qualità del food .ho avuto anche io il piacere di assagiare la cucina dello chef antonio borruso e credo che la stella è meritata a pieno . complimenti a lui e a tutto il suo staff. e complimenti al suo principale che ha creduto in questo giovane chef. impegno,amore e professionalità e sempre ben pagato in cucina

  2. mauro

    complimenti per la professinalità, l’impegno , la passione che saranno sicuramente premiati grazie ancora da parte mia e di mia moglie abbiamo trascorso una bellissima serata a nostro agio, verremo a trovarvi al più presto ci é rimasta tanta acquolina in bocca per il menù a base di pesce complimenti. allo chef Antonio e al suo staff e a Gimni e famiglia d’aver dato spazio a questo talento bravi a presto da un collega

  3. Francesco

    Pessima esperienza! Avete detto chiaramente che la localita’ non e’ piu’ Trendy , chiaramente dovuto a comportamenti simili a quello ricevuto da noi pochi giorni fa .Dopo aver prenotato per il cenone di capodanno , 15 giorni prima , ci siamo visti offrire alle 21:00 della sera dell’ultimo , un tavolo nella reception del loro Hotel , a 1 metro dalla porta che si apriva e chiudeva in continuazione.
    A nulla sono servite le nostre rimostranze che con enorme maleducazione sono state ripagate con un secco diniego a cambiarci il posto che avevavamo prenotato per tempo.
    Mai vissuto una tale esperienza ed una maleducazione cosi’ spiccata nella padrona dell’hotel Ristorante.
    la nostra stessa sorte l’hanno subita altri gruppi , messi a cenare in sala TV dell’albergo! La padrona si e’ pure giustificata dicendo che a casa Sua decide e fa quello che vuole. Da dimenticare , a soli 110 euro escluse le bevande!
    Cibo non cosi’ curato come lo descrivete!

      • Francesco

        Gentile Sig. Franco ,
        non si deprima troppo potrebbe farle male!
        Le auguro di provare la medesima esperienza provata da noi (Noi e’ plurale percio’ se le recensioni negative sono piu’ di una non si stupisca!) e poi vediamo cosa ne pensa.
        La maleducazione e l’arroganza sono le peggiori qualita’ e NON DOVREBBERO MAI TROVARSI IN UN RISTORANTE ED ALBERGO!
        Ma probabilmente Lei e’ il soggetto , oppure la pensa come chi ha pemsato bene di far cenare per capodanno dei clienti , in una reception a 2 metri da una porta che era continuamente aperta dai fumatori ceh entravano ed uscivano.
        La qualita’ del cibo? Non era la prima volta che cenavamo o degustavamo vini presso Gimmi’s. sicuramente sara’ l’ultima e nulla potra’ esimerci di esporre con tutta liberta’ la nostra opinione al riguardo!

  4. franco

    Pe nso sia giustissimo scrivere di rimostranze e di esperienze sia negative e positive vissute nei vari locali.

    Però creari più profili nei vari siti di recensioni vedi tripadvisor per scrivere più volte le medesime recensioni è veramente deprimente.

    Cordiali saluti

    • Francesco

      Gentile Sig. Franco,

      viva la liberta’!
      Da quello che sento in giro , le recensioni non sono finite , perche’ sembra che anche gli ospiti della sala televisione non siano rimasti contenti e sembra che a parte le 8 receensioni di T.P.ESTREMAMENTE POSITIVE , penso da persone compiacenti , non tutti la pensano come Lei !
      Varie persone provenienti dalla cerchia ASI anche , percio’ la scortesia che abbiamo ricevuto dalla signora della proprieta’ sembra che non sia una novita’ e che l’abbiano ricevuta anche altri clienti. percio’ anche se La cosa La deprimera’ , altre recensioni potrebbero arrivare sul WEB!

  5. Sergio

    il 2 gennaio 2010 (ricordo che era domenica) volevo pranzare al Gimmy’s, entrato nella hall vedo il deserto assoluto e trovo 2 trolley parcheggiati davanti al bancone. Nessuna traccia di titolari dell’hotel-ristorante nè di clienti. Dopo paziente attesa arriva un responsabile.Erano circa le 13:30-14:00, era domenica, eravamo in 2, altissima stagione…CI viene detto che non era possibile pranzare e mestamente riprendiamo la via dell’uscita.
    E’ una pecca notevole, spesso riscontrabile in Valtellina, il fatto che i ristoranti si adeguino sovente agli orari degli autoctoni, abituati a pranzare alle 12:00 e cenare alle 19:00. Vorrei cenare al Gimmy’s (più che altro per il piatto del buon ricordo!) anche se le vostre recensioni non sono molto convincenti..Comunque stesso atteggiamento di “chiusura cucina prematura” e deludente accoglienza del turista riscontrato anche in altra “rinomata” località valtellinese, vale a dire Madesimo. Infine, effettivamente, prezzi mi paiono un po’ alti..

    • Marketto

      Stessa esperienza vissuta da Sergio,l’abbiamo vissuta noi. probabilemnte il ristorante ha una frequentazione bassa e non curano molto ilcliente sentendosi importanti. Sono d’accorco anche con Francesco per il trattamento arrogante e non faccio fatica dopo aver subito simili trattamenti dal gestore/Proprietario recentemente durante le vacanze di Agosto.
      non capisco come MIchelin possa solo pensare di menzionare questo ristorante sulla guida. Comunque abbiamo provato un paio di volte i piatti durante la nostra permanenza, ma con questi piatti anche locali rivisti da cuoco siciliano, il risultato e’ veramente pessimo. meglio optare per altri ristoranti all’Aprica meno pompati ma che offrono qualita’ superiori!per qualto mi riguarda il giudizio a Gymmi’se’completamente negativo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...