Vecchia Milano @ Osteria Grand Hotel – Milano


Di acqua ne è passata sotto i ponti del vicino Naviglio Pavese dall’apertura di questo ristorante, in periodi ancora precedenti ai fasti della "Milano da bere"… e un’occhiata alle porte d’ingresso e all’arredamento ne darà prova tangibile.
Ma ci si potrebbe spingere ancora più indietro nel tempo quando, con il nome di "El Gandin", in queste sale si esibivano i più noti musicisti e cabaretttisti della scena dei navigli.

Ci si sposta di poco dalla nightlife di una delle zone più movimentate di Milano, per ritrovarsi alfine in un’oasi di quiete che fa dimenticare velocemente la frenesia della metropoli, circondati da caratteristiche case di ringhiera e campi da bocce. Nel periodo estivo infatti si cena nel piacevole dehors, coperto dai glicini e affiancato alla bocciofila, mentre la caratteristica sala interna offrirà adeguato conforto nei mesi invernali.

La carta rifugge proposte ittiche di qualsiasi sorta, e pesca a piene mani da una schietta cucina di terra con parecchi richiami alla tradizione meneghina (risotto a parte ;-)), a prezzi di grande correttezza, sopratutto considerando lo scenario milanese.

Senza attendere benvenuti dalla cucina si può quindi optare in partenza per una pregevole selezione di salumi o per un convincente tortino di scalogno caramellato, debitamente addomesticato nel gusto con la sua trama agrodolce, accompagnato da una fonduta leggera.
Per gli amanti delle terrine ecco il patè di anatra con pan brioche (attenzione che non è foie-gras ;-)), di buona fattura con il richiamo anni ’80 dei riccioli di burro.

Grandi soddisfazioni per i primi piatti: proseguendo con il volatile di cui sopra, ecco delle magistrali tagliatelle al ragù d’anatra, con la carne presentata a grana grossa e ancora pregne del brodo di cottura.
Sempre sulla linea dell’eccellenza gli gnocchi di zucca con ricotta affumicata e cannella, con una prevedibile base dolciastra ben bilanciata dalla sapidità della ricotta che dona anche i delicati sentori fumè.
Più semplicità negli spaghetti alla chitarra con guanciale e pecorino, piccolo excursus nella tradizione della capitale, che lasciano comunque trasparire competenza nelle paste casalinghe e nella scelta della materia prima.
Ottimamente eseguiti (in stagione, fuori carta a 18€) tagliolini al tartufo bianco, dove la pasta è mantenuta giustamente neutra per lasciare la scena al tubero.

Ritorna ancora l’anatra fra i secondi: in questo caso il petto con mele speziate, giustamente accompagnato dal suo strato di grasso, per un risultato assolutamente dignitoso ma che non manda in visibilio.
Per gli amanti del bollito è imperdibile il ganassino di vitello in salsa verde leggera, dalla succulenta morbidezza non mortificata da un’intelligente rivisitazione della classica salsa.

Chiusura in bellezza per la pasticceria. Interessante l’ìle flottante, una ricetta transalpina poco conosciuta in Italia, paragonabile idealmente ad una meringa di consistenza molto più eterea, che galleggia su uno specchio di crema inglese… la porzione sembra smisurata ma il boccone è leggero ;-).
Assolutamente all’opposto come colore e consistenza – e per fortuna anche come dimensioni – la marquise di cioccolato amaro, dedicata agli amanti del cioccolato in purezza.
Da applausi per originalità e realizzazione il gelato allo zenzero, che coniuga mirabilmente dolcezza e piccantezza, regalando anche una gradevole sensazione di sgrassatura, molto apprezzabile a fine pasto.

La cucina non perde un colpo, con una intelligente classicità basata su materia prima d’eccellenza (che ritroverete anche nella selezione di formaggi) e precisione e garbo nelle cotture.
Il tutto accompagnato da una enciclopedica carta dei vini, che denota una grandissima profondità di annate specialmente sui grandi rossi piemontesi e toscani.

La pecca potrebbe venire dal servizio, che per quanto cortese ed efficiente, si mantiene piuttosto freddo e poco sorridente… cosa che evidentemente poco importa agli avventori che affollano il locale in praticamente tutti i giorni della settimana :-).

Non esistono comunque abbastanza motivi per non raccomandare questo storico locale: una pausa di tranquillità e buon gusto in piena Milano, il tutto senza "smenarci" un capitale.

Altre Foto

Prezzi (Ottobre 2010)
Coperto: 0€
Antipasti: 8-9€
Primi: 10€
Secondi: 14-18€
Contorni: 5-6€
Dessert: 7€

Variazione prezzo 2001-2010
(basato su Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso)

2001: L. 45.000 (23,24€)
2003: 34€ (+46,30%)
2005: 34€ (+0%)
2007: 35€ (+2,94%)
2010: 35€ (+0%)

Indice di gradimento

Osteria Grand Hotel
via Ascanio Sforza, 75
20100 Milano
Tel. 02 89.51.15.86
www.osteriagrandhotel.it

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