Sull’amenità @ Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)


ATTENZIONE: Esiste un post più recente su questo ristorante che potete trovare qui.

Amenità: termine sul quale ormai la guida rossa Michelin ha imposto un copyright virtuale a suon di forchettine e casette rosse (ristoranti e alberghi particolarmente “ameni”).

Prendendo la definizione letterale da dizionario (piacevole, specialmente alla vista) non si può negare che il borgo di Orta San Giulio ci ricada in pieno, con i suoi pittoreschi vicoli, la piccola piazza in riva al lago omonimo da cui godere la vista dell’abbazia sull’isola antistante, la salita acciotolata al Sacro Monte e tanti piccoli altri dettagli: una meta perfetta per la gita domenicale fuori porta.

Amena si può anche definire la struttura dell’Hotel Ristorante Villa Crespi, riconoscibile fin da lontano per il suo poderoso minareto: ebbene sì, l’hotel e il ristorante gourmet annesso hanno la loro sede in questa villa in stile moresco, datata 1879 e costruita dall’omonimo commerciante con una radicata passione per l’oriente.

Nelle eleganti sale dai lignei pavimenti e dai soffitti riccamente intarsiati va in scena la cucina dello chef partenopeo Antonino Cannavacciuolo, da anni emigrato in Piemonte, uno dei cuochi più in ascesa (e coccolato dalle guide) degli ultimi anni.
La location è quanto di meglio ci si possa attendere e apparecchiatura e servizio seguono a ruota.

Giusto il tempo di dare un occhio alla carta e il tavolo si riempie di una esorbitante quantità di Stuzzichini per accompagnare degnamente l’aperitivo, che in rigoroso ordine casuale sono:



  • Focaccine olio extra vergine siciliano
  • Taralli pugliesi leggermente piccanti
  • Zeppole napoletane alle alghe marine
  • Friselle napoletane
  • Bavarese all’ananas e pepe rosa
  • Bavarese al melone e prosciuttto
  • Piadina di farina di segale con prosciutto San Daniele
  • Grissini all’olio extravergine tirati a mano con semi di sesamo

Il concetto è “semplice e goloso”, concetti basilari magistralmente realizzati per un risultato di sicuro appeal.

Per questo giro (come mio solito per posti di una certa caratura) mi affido al menù degustazione più esteso: il “Fuori pista di Cannavacciuolo”… ossia 10 assaggi a mano libera messi in carta a 130€. Nell’ordine si susseguiranno:


Ostrica, salsa al cetriolo e yogurt

Inizio fresco e iodato… ma alla fine sa di ostrica e cetriolo, la commistione dei due elementi poco aggiunge all’insieme.


“Il fegato grasso”

I giuochi si fanno più seri con questo gambero su tartare di pesche, foie gras marinato agli agrumi e spezie e salsa alle pesche. Un boccne decisamente cerebrale e complesso, con una lunga persistenza del crostaceo che emerge preponderante in fase retrogusto.


Spiedino di capesante e scampi, cipollotti al lime, infuso di mela verde e sedano rapa

Piatto molto apprezzato dalla critica… a ragione. Tre preparazioni basilari mirabilmente unite in un unico piatto, con un bilanciato contrasto fra il sapido del pesce e il misurato acido dell’infuso, talmente bilanciato di suo da finirlo a vigorose cucchiaiate ;-).


Lumache gratinate alle erbe, porcini, crema inglese all’aglio dolce

Non sono un fanatico delle lumache ma l’insieme del piatto non delude. Alla base una crema che rimanda molto ad una fonduta, per una sensazione complessiva dal sapore decisamente minerate. Piccolo appunto: a questi livelli mi aspetto che ogni singolo elemento presente nel piatto concorra alla tessitura gustativa del medesimo. In questo caso la menta non c’entrava veramente nulla ed era stata inserita a scopo puramente decorativo (ammissione dello chef a fine serata), con il risultato di andare a rovinare il delicato equilibrio. Piuttosto che compromettere il gusto opterei per un alleggerimento della decorazione…


Insalata liquida di riccia, stracciatella di bufala, scampo, trucioli di pane di fobello

Nuova versione di un classico dello chef, con lo scampo in aggiunta. Piatto costruito a strati con la mozzarella sul fondo e l’insalata verde a ricoprire: due elementi quasi insapori se presi singolarmente ma che forniscono un’ottima base per l’amaro/affumicato del pane e la dolcezza dello scampo.


“Pasta e fiori”

Un piatto di pasta che ammicca ai sapori acidi. Il ripieno e di caprino e viene completato al tavolo con la colatura di pomodori. Raggiunge lo scopo se sapientemente dosato: un eccesso di brodo nel boccone potrebbe far risaltare eccessivamente l’acidità.


Linguine di Gragnano con calamaretti spillo, salsa al pane di Fobello

Un piatto rappresentativo della cucina “Cannavacciuoliana”, fatta di fusione fra nord e sud. Una linguina bianca di pesce abbinata ad una salsa di pane di Fobello (pane nero prodotto con lievito madre di 12 anni nell’omonimo comune della Valsesia) cotto a pezzettoni quasi fosse uno spezzatino e poi frullato.
La salsa al pane è un mirabile complemento per la forte sensazione agliata del soffritto.


Spezzatino di pesce, crema tiepida di rapanelli, schiuma all’acqua di mare

Altro piatto complesso e cerebrale: una base acida di fondo su cui va ad innestarsi un sapore diverso ad ogni cucchiaiata. Meraviglioso il risultato con i mitili, azzeccato anche l’abbinamento con gli altri pesci… escludendo la piovra.


Piccione spadellato con salsa al fegato grasso, tarte tatin di fichi e salsa acida al coriandolo

Sarà l’insana passione per il piccione che ho in questo periodo, ma non riesco a fare una foto di un piatto completo… forse per la foga di iniziare a divorare il volatile :-P. Cottura impeccabile ma non riesco a trovare un filo conduttore. La coscia è la parte più goduriosa, ma l’insieme rimane un po’ sconesso.


Caprese dolce

Grande predessert tricolore a base di gelato alla mozzarella, pomodoro confit e granita di basilico. Il caldo di Agosto provoca qualche scioglimento, ma il risultato gustativo rimane invariato. Una sorprendente rielaborazione di un classico in chiave dolce.


Cannolo di ananas, cioccolato bianco frutta e passione

La cavalcata si chiude con un dolce-non-dolce: il cannolo di ananas ripieno al cioccolato bianco, macedonia di frutta, salsa al passion fruit. Molti elementi acidi nel piatto, in contrasto con il solo cioccolato del ripieno.

Menzione d’obbligo per una delle migliori selezioni di piccola pasticceria, in quantità paragonabile agli snack iniziali, che comprende (sempre in rigoroso ordine sparso):


  • Babà al rum
  • Sfogliatelle
  • Macaron al the verde
  • Gel alla fragola
  • Mini cannolo siciliano
  • Bignè con oliva taggiasca
  • Lecca lecca allo zucchero di canna
  • Granella di cioccolato

Da applausi il babà al rum (con cannella e altre spezie) e il particolare bignè con oliva. I puristi partenopei potrebbero storcere il naso di fronte alla sfogliatella il cui ripieno è alleggerito con la panna. Da non perdere il carrello (o per meglio dire i carrelli) dei formaggi se siete appassionati del genere.

Villa Crespi rappresenta il miglior compendio di quello che dovrebbe essere oggi un ristorante di alta gamma. Location e servizio al top, grandissima cucina ed estensiva carta dei vini… il tutto a prezzi importanti ma assolutamente nella norma. Da non sottovalutare la presenza di un menù degustazione di 4 portate a 85€, che consente di approcciare una delle migliori cucine piemontesi (e italiane) ad un costo decisamente “low”.

La sintesi migliore la si trova in una frase dello stesso Antonino Cannavacciuolo riportata in testa al menù: “il Mediterraneo, in visita al lago, si innamorò delle Alpi, e decise di portar loro in dote i suoi preziosi sapori”. Una sensibilità e un approccio tipicamente napoletani completati dall’utilizzo di sapori e materie prime locali per una cucina di impostazione classica, affatto monocorde, che sa prendere il meglio dal nord e dal sud Italia, e che ha ormai trovato piena maturità.

Una meta raccomandabile a livello assoluto, e ancora di più come “primo approccio” alla cucina di alta qualità.

Altre foto

Prezzi (Agosto 2010)
Coperto: 0€
Antipasti: 39-55€
Primi: 30-35€
Secondi: 39-55€
Dessert: 15-20€
Degustazioni: 85-110-130€

Variazione prezzo 2001-2010
(basato su Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso)

2001: L. 120.000
2003: 68€ (+9,68%)
2005: 70€ (+2,94%)
2007: 80€ (+14,29%)
2010: 90€ (+12,50%)

Indice di gradimento

Links
– Ricetta delle Linguine ai calamaretti e salsa al pane di fobello

Villa Crespi

via G. Fava, 18
28016 Orta San Giulio (NO)
Tel. 0322 91.19.02
www.villacrespi.it

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