Stella (Michelin) Alpina @ Chalet Mattias – Livigno (SO)


Non si passa per caso da Livigno. Che il motivo della visita sia lo sci, una passeggiata in montagna o un giro di shopping, in questa valle semi-isolata dal mondo ci si deve venire appositamente.

Le attrattive di certo non mancano, a partire dalla copiosa quantità di negozi (agevolati dalla zona extra doganale) dove comprare griffe e grandi marche al netto dell’iva e al lordo di qualche ricarico tipicamente locale… aggiungiamoci pure uno dei migliori comprensori sciistici della zona e il quadro della situazione è completo. E’ particolare il fatto che, nonostante una vocazione turistica così spiccata, le strutture di accoglienza siano legate a modelli piuttosto arcaici, quasi il cambiamento e l’evoluzione dell’offerta fatichino ad attecchire… le cose insomma "vanno bene come sono".

Una volta finito il giro dello shopping in via Plan, che attraversa longitudinalmente l’abitato stretto e lungo di Livigno, potrebbe essere una buona idea montare in macchina e dirigersi verso questo chalet un poco defilato rispetto alla zona più commerciale, per trovare un’idea di ristorazione ben diversa dai locali pizzocchero-oriented del centro.

Per gli interni, arredati con profusione di legni chiari intagliati in perfetto stile alpino, è fin troppo facile rispolverare il termine "bomboniera". La sala ha pochi coperti debitamente distanziati ed elegantemente apparecchiati. Aggiungiamoci pure il lume di candela per completare degnamente l’atmosfera.

Minuta delle vivande pregna di passione e citazioni, e qualche disincentivo a modificare i percorsi degustazione (7€) ;-).

Partenza su buoni livelli, a partire dalla Bruschetta scomposta offerta come appetizer. Nella tazzina troviamo una spuma di pane e aglio con pomodori. Emerge subito la precisione nella tessitura del piatto che risulta essere di buon equilibrio, spezzato solo da qualche punta agliata più invasiva.

Per appagare la vista, oltre che il palato, ecco la Salsiccia d’agnello battuta con croccante di pane e formaggio caprino, che rimanda esteticamente ai dripping Marchesiani a loro volta ispirati dall’opera di Jackson Pollock. La tartare è presentata in stile hamburger, con una versione ricoperta di formaggio e una liscia. Il piatto presenta svariati componenti vegetali, che donano dinamica al gusto. Creazione pienamente centrata che sfiora le corde della soavità.

Un appassionato del genere non può esimersi dalla Declinazione di foie gras, in questo caso presentato in quattro versioni: scaloppa con dadolata di pere (impeccabile), dattero ripieno, terrina e una più azzardata mattonella con cioccolato che risalta fin troppo andando a coprire il fegato grasso che ritrova la sua dignità solo nei bocconi con il sale grosso.

Standing ovation per i primi piatti dello chef Mattias Peri a cominciare dagli Gnocchi alle ortiche della Val Federia con salsiccetta nostrana, pomodoro confit e scaglie di grana, piatto di magistrale realizzazione e valorizzazione delle materie prime locali, giocato sull’equilibrio fra la dolcezza dei gnocchi e il sapido della salsiccia.

Non da meno (diminutivo a parte) il Risottino carnaroli con aghi di pino, funghi e lombino di capriolo fumè, che è ormai diventato un calssico della casa. Ottima cottura e mantecatura leggera per un condensato di sapori d’alta quota.

Piccolo scivolone sul secondo: il Lombino d’agnello in crosta di senape e pistacchi su dadolata di verdurine croccanti è stato ordinato subito dopo aver terminato i primi ma ha richiesto quasi 30 minuti di preparazione nonostante fossimo gli utlimi clienti rimasti. Ben esguita la carne, anche se non preponderante come sapore. La dadolata alla base risulta però troppo invasiva (forse anche a causa di un olio troppo saporito) e sapida, tanto da andare a sovrastare l’agnello.

Ci si riprende, senza tornare ai livelli dei primi piatti con i dessert. Ritorniamo a declinare, in questo caso il cioccolato, che viene proposto in tre versioni (sorbetto, flan e mousse) con sapori e piacere in crescita. Piccolo errore di assemblaggio per il flan che collassa poco dopo essere stato portato al tavolo senza tuttavia andare ad intaccare il sapore.

Da provare in una prossima visita gli altri classici della casa: il Filetto di torello cotto nella cenere e la crema bruciata agli aghi di pino.

Servizio informale e carta dei vini di livello, una volta tanto suddivisa in maniera non stereotipata, con le bottiglie ordinate in ogni sezione per prezzo crescente. Secondo un uso tipicamente estero (influenze della vicina Svizzera? :-P), il conto sarà sempre fisso in base al numero delle portate (vedi sotto).
La struttura offre anche 5 camere per chi non ha voglia di ripartire dopo cena.

Sicuramente la migliore tavola Livignasca, imperdibile al netto di alcune sbavature.

Altre Foto

Prezzi (Luglio 2010)
1 piatto: 27€
2 piatti: 41€
3 piatti: 52€
4 piatti: 62€
Degustazioni: 48€

Variazione prezzo 2001-2010
(basato su Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso)

2001: Non Segnalato
2003: Non Segnalato
2005: Non Segnalato
2007: 45€
2010: 60€ (+33,33%)

Indice di gradimento

Chalet Mattias
via Cantòn, 124
23030 Livigno (SO)
Tel. 0342 99.77.94
www.chaletmattias.com

Chiuso il martedì e il mercoledì a pranzo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...