Conflitti di interesse @ Sale e Pepe – Sondrio


Ci sono posti in cui si diventa degli habituè: innanzitutto per la comodità logistica ma anche per una serie di altre ragioni.

Per quel che riguarda me, le altre ragioni partono dalla piattezza generale dell’offerta gastronomica della Valtellina, dove ormai risiedo da un pò per motivi lavorativi, e si concludono con il fatto che il ristorante Sale e Pepe é uno dei pochi a Sondrio città -per non dire nell’intera vallata- a presentare una carta molto variegata e in costante evoluzione dove trovare anche svariati spunti creativi.

Potrebbe diventare difficoltoso cercare di essere asettici parlando di un posto che frequenti abitualmente e dove sei ben conosciuto… ma proviamoci lo stesso :-).

L’offerta del locale dello chef Luca Grigis non si limita ad un ristorante nel senso stretto del termine, ma comprende anche una sala bar, dedicata a target più “easy”, come l’aperitivo serale o la pausa pranzo, dove é possibile gustare ricette più semplici (ma non troppo) a costi più contenuti e con una mise en place più informale.
Ma non é finita: vengono regolarmente ospitate mostre d’arte ed é attivo anche un negozio di prodotti tipici locali e non.

Un posto veramente polivalente, l’unico nel suo genere nel raggio di parecchi kilometri, e che può anche dare l’idea di dove possa puntare la ristorazione in tempi di crisi come questi.

La minuta della vivande, che cambia ogni 40 giorni, é perfettamente bilanciata fra carne e pesce. Non mancheranno le scelte più classiche per gli amanti del pizzocchero, ma il meglio viene comunque dalle proposte più elaborate.

In partenza non mancherà mai un benvenuto dalla cucina. Così potrebbero capitare degli Spiedini di ricotta di capra e pomodoro fresco, poca manipolazione per un risultato che centra il bersaglio della semplice immediatezza, oppure un più elaborato Cubo di riso al vino rosso con fonduta di parmigiano: praticamente un arancino di riso “valtellina style” che risulta goloso e ben bilanciato. Da non disdegnare anche la Tartare di salmone con le sue piacevoli sensazioni agrumate.

Sugli antipasti é imperdibile il Taroz in crosta di pancetta con salsa alle erbe aromatiche, che risulta infatti sempre in carta. Si tratta dell’interpretazione alleggerita di un classico valtellinese (patate schiacciate con burro, formaggio, fagioli e fagiolini), arricchita in questo caso da una lardellatura a contenimento.
Buoni risultati anche dalla Coroncina di patate soffiate, salmone affumicato, yogurt, dove risaltano i sentori affumicati e la nota croccante della patata, giustamente ammorbiditi dalla salsa allo yogurt.
Non deludono nemmeno gli Asparagi verdi con uovo affogato e scaglie di mascherpa, rielaborazione dei classici asparagi con le uova, con un formaggio stagionato d’alpeggio in sostituzione del parmigiano. Pieno centro anche per il Chily di moscardini con fagioli allegri equo, fusione culturale di due piatti giocati sull’intensità e la dosata piccantezza.

Andando sui crostacei otteniamo emozioni più tiepide, ma nessuna delusione dai Carciofi, code di gamberi, salsa alle acciughe, pinoli. Viceversa il Cocktail di code di gamberi con fragole e aceto balsamico dimostra come un piatto iper-inflazionato e demodè possa assurgere a nuova vita con l’aggiunta del giusto complemento.

Sul versante dei primi piatti si fa notare il Risotto, cavolfiore, code di gamberi, capperi dalle sensazioni fortemente orientate alla sapidità, e dalla piacevole textura morbido/croccante.
Da due diverse visite ecco anche due diverse versioni di gnocchi di patate: una prima, più deludente, con carciofi, culatello, quartirolo dal risultato finale piuttosto slegato, e una decisamente più semplice (ma anche più azzeccata) con asparagi e code di gamberi.
Gli amanti delle spezie troveranno soddisfazione nelle Tagliatelle al ragù di oca e spezie orientali: un mix di erbe cinesi a detta dallo chef, ma la sensazione gustativa mi riporta più verso l’india… data la quantità rischiano però di stuccare prima della fine del piatto.

Carne e pesce in egual misura anche sui secondi. Non manca mai il pescato del vicino lago di Como, come ad esempio il Lavarello, erbe aromatiche, riso che reinterpreta la materia prima locale in chiave fusion accostandola ai maki di riso.
Buoni risultati anche dal mare partendo dal Filetto di branzino, pancetta, latte, lenticchie dal ben riuscito contrasto dolce-salato, con il peccato veniale di relegare il branzino ad un ruolo di coprimario. Decisamente azzeccato anche il Trancio di salmone alla provençale con crema di piselli: buona la cottura del pesce la cui morbidezza risalta piacevolmente sulla panure di pane e prezzemolo. Crema di piselli e cubetti di patata viola a completare il tutto.

Immancabile in ogni menù la tagliata di manzo: spicca quella con asparagi, taleggio e patate che fà mostra di una godevole grassezza. Riuscita, ma più ordinaria, anche la verione con carciofi, zucca, patate.
Meno convincente il Maialino alla liquirizia con riso allo zafferano, penalizzato alla lunga da un’eccessiva sapidità e a cui la liquirizia aggiunge ben poco come complessità gustativa.
Non manca anche la classica Fiorentina cotta sulla pioda (pietra ollare).

La Crema di mascarpone, fragole e pasta sfoglia, offerta come pre-dessert, é un ottimo modo per approcciare la parte dolce del menù. Per gli amanti delle declinazioni sul tema, si può proseguire con le fragole con il Fragolando, ossia il frutto rosso presentato in 4 versioni (bavarese, sorbetto, tartare e spuma) per un notevole crescendo gustativo… a patto di azzeccare l’ordine 😉

Sempre presente e di buona fattura la Degustazione di cinque sorbetti, i cui gusti varieranno con le stagioni ma dove troverete sempre la liquirizia, da mangiare rigorosamente in coda.
In lista anche svariati classici in versione “light” come la Bavarese al cioccolato, gelato al caffè, biscotto alle mandorle o lo Strudel di mele e pere con crema inglese

Grande importanza viene data alla panificazione con svariate qualità di pani e piccola pasticceria che vengono prodotti giornalmente.

Carta dei vini non ampia ma di attenta selezione con diversi biodinamici (che adesso vanno tanto di moda ;-)).

La cucina poggia su solide basi e ha rivelato una crescita costante negli ultimi due anni, con sempre meno delusioni e una maggiore quantità di piatti azzeccati nonostante l’elevato turn-over del menù.

Decisamente l’indirizzo più interessante a Sondrio città sia per la qualità delle preparazioni che per la varietà dell’offerta. Locale consigliato a tutte le ore del giorno nelle sue varie sfaccettature, dove la qualità é sempre al centro dell’attenzione.

Note negative: le reinterpretazione swingate dei grandi classici dell’hard-rock NUN SE POSSONO SENTI’!!!! Cambiare il sottofondo musicale please 😉

Altre Foto

Prezzi (Giugno 2010)
Coperto: 5€ (0€ se si prendono almeno due piatti)
Antipasti: 13€
Primi: 13€
Secondi: 18€
Dessert: 7€

Aggiornamenti

Aggiornamento del 17/12/2010

Indice di gradimento

Sale e Pepe
piazza Cavour, 13
23100 Sondrio
Tel. 0342 21.22.10
www.ristorantesalepepe.it

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