Una piacevole sorpresa @ Soltojo – Caiolo (SO)


Le novità gastronomiche in provincia di Sondrio sono poche e generalmente poco appaganti. L’apertura di questo locale nel dicembre 2009 rappresenta una piacevole eccezione alla regola.

Poco fuori il capoluogo, all’interno di un vecchio mulino ristrutturato in chiave hi-tech con abbondante uso di cemento, vetro ed acciaio troviamo il ristorante Soltojo (si pronuncia Soltogio, antica denominazione del comune di Caiolo). Un progetto ambizioso con tutte le carte in regola per fare bene.

Il ristorante si struttura in due salette con pochi coperti, cucina a vista e pavimenti di vetro a sovrastare la ruota del mulino e la bellissima cantina a vista. Alcuni tavoli godono anche della vista sulla retrostante cascata. Apparecchiatura più informale nella prima sala e decisamente più di tono, con tovagliato lungo, nella seconda.

La carta presenta 12 portate in totale (dessert esclusi), che spaziano fra carne e pesce senza trascurare alternative vegan, proposte a prezzi estremamente corretti. Il turnover delle portate è piuttosto rapido con almeno due piatti nuovi che entrano in carta ogni 10gg. Quanto segue è il sunto di due visite per poter dare una panoramica estensiva.


Gli appetizer sono come sempre variabili a seconda dell’estro e del mercato. Potrà capitare un mirabile cucchiaio di tartare di tonno rosso accompagnata da scorze di arancia e sale grosso. Il fondo del cucchiaio è cosparso di una caramellatura a base di aceto balsamico per un effetto cremosamente appagante.

Meno convincenti invece i wafer con mousse di ricotta: una reminescenza del biscotto emerge nonostante la sensazione principale tenda al sapido. comunque ben bilanciato l’apporto acido della ricotta.

Buone soddisfazioni dal reparto atipasti a partire dal tuorlo d’uovo marinato con cous-cous di cavolfiore e borlotti, una “citazione” di uno dei classici di Carlo Cracco: il tuorlo d’uovo viene marinato in purea di fagioli con zucchero e sale per tempi un po’ più lunghi rispetto all’originale. Sensazioni gustative molto interessanti con il tuorlo che crea una base sapida su cui vanno ad inserirsi la fresca acidità del cavolfiore (marinato) e la dolcezza del fagiolo. Ben riuscito: unico appunto alla consistenza del tuorlo un po’ troppo appiccicosa.

Il carpaccio di tonno, verdure croccanti, soia e zenzero si mantiene su alti livelli: la salsa di soia è presente in versione gelificata mentre le verdure danno un piacevole apporto fresco croccante. Giustamente addomesticata la radice di zenzero per evitare al palato sgradevoli esplosioni piccanti… dedicato agli amanti della cucina nipponica.

Un piatto all’insegna dell’equilibrio dei sapori è il baccalà mantecato con verza e patate adagiato su una patata al prezzemolo destrutturata, con il prezzemolo in versione croccante assieme a del pan grattato. Impatto interessante alla masticazione… l’apporto della salsa di verza è trascurabile ma il piatto risulta comunque centrato.

Passando ai primi triviamo la lasagnetta con ragù di mare e finocchietto selvatico, che è praticamente un caciucco in versione pasta. Forte connotazione sapida, ma il piatto spicca ancora per l’equilibrio e la concentrazione dei sapori. Ritroviamo ancora il giochetto morbido-croccante con il pan-grattato e finocchietto.

La mano felice si ritrova anche sui secondi di pesce, in primis con il goloso tonno, fagioli e cipolla (scottata di tonno rosso adagiata su fagioli cannellini in due consistenze) e con il trancio di branzino, tortino di patate e sedano rapa dove spicca un interessante gioco sul sapido con il sedano rapa marinato (probabilmente) in salsa di soia.
Qualche incertezza dai piatti di carne: il cannolo salato ripieno di carne e broccoletti, nonostante il bell’aspetto, si dimostra piuttosto macchinoso da approcciare a causa dell’eccessiva croccantezza risultando comunque poco interessante al palato.

Anche la coppa di maiale, crostone di polenta e fagioli cannellini non risolleva la situazione: la carne viene cotta a bassa temperatura per 24 ore, per poi essere terminata con una cottura in padella. Grande tenerezza ma il risultato gustativo è latitante… l’insieme comunque non regala niente di nuovo.

Il livello risale con lo stinco di manzo e verdure brasati con prezzemolo, adagiato in un ottimo fondo di sedano e carote si mantiene su gusti rassicuranti: succulento ma non untuoso. Ventata di freschezza dalla salsa verde in versione “light”






I dolci ripresentano nuovamente le texture morbide croccanti, che qua ritroviamo praticamente ovunque a partire dal braul-yo! (Panna cotta al Braulio, spuma allo yogurt e crema d’uovo), buona rielaborazione dei sorbetti al Braulio che in valle spopolano ovunque, oppure nell’A.C.E. (Cremoso alla carota, caviale di maracuya, effervescente allo zafferano e arancio), un dessert decisamente fresco e frizzante.

Il cioccolato è ben declinato nel Cioccolatissimo (ganache di cioccolato, spuma di cioccolato bianco e croccante di cioccolato) e altre interessanti sensazioni si ritrovano nel cremoso allo yogurt, zabaione al lampone, mandorle croccanti e mele al vino rosso: le mele la fanno da padrone, ma si sposano bene sia con lo yogurt che con lo zabaione (più che lampone mi dava sensazioni di cannella, ma tant’è).

Servizio cortesemente informale e carta dei vini di giusto spessore.

La cucina è decisamente avulsa dal territorio ma si attesta già su ottimi livelli (di sicuro fra i migliori in zona) con promettenti margini di miglioramento considerata la giovane età del progetto. Notevoli gli spunti creativi che non vanno a spaventare la difficile clientela della valle (almeno a giudicare dall’affluenza) che notoriamente preferisce una cucina più tradizionale.

Appunti venali potrebbero venire dall’abuso del gioco di consistenze morbido/croccante che si ritrova in fin troppi piatti… decisamente meno trascurabile è invece la questione del pane che non è assolutamente all’altezza del resto delle preparazioni. Il rapporto soldi/goduria rimane comunque da applausi. Un locale caldamente raccomandato.

Altre foto

Prezzi (Aprile 2010)
Coperto: NP
Antipasti: 10-12€
Primi: 10-12€
Secondi: 14-16€
Dolci: 6-7€

Links

Aggiornamento del 05/04/2011

Indice di gradimento

Soltojo

via Caiolo Alta, 5
23010 Caiolo (SO)
Tel. 0342 56.14.04
http://soltojo.com

Chiuso il lunedì e il martedì. Aperto solo la sera.

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