Ricci in Italia e nel mondo


Il gruppo FEISBUC ha ormai sfondato la soglia dei 5000 iscritti: ci sono quindi almeno 5000 persone che sanno che la parte prelibata del riccio di mare sono le uova, o per meglio dire le gonadi. E le stesse persone sapranno altresì che il soggetto nella foto di apertura non è un riccio di mare 🙂

La specie comunemente destinata ad uso alimentare nelle regioni del mar mediterraneo è il Paracentrotus lividus, volgarmente conosciuto come riccio femmina, in contrapposizione al “fratello” non commestibile Arbacia lixula altrimenti noto come riccio maschio.

Va da sè che essendo organismi ermafroditi la distinzione in maschio e femmina è del tutto errata: le gonadi sono in grado di produrre sia uova sia spermatozoi, anche se la fecondazione avviene in acqua da cellule appartenenti a differenti individui.

Per quanto riguarda l’Italia la pesca del riccio di mare, attualmente, è regolata dal decreto ministeriale del 12 gennaio 1995. Tale normativa, varata dall’allora Ministro delle Politiche agricole on. Adriana Poli Bortone, stabilisce che:

– La pesca del riccio di mare è consentita a pescatori subacquei professionisti e sportivi, che possono effettuarla solo per immersione e manualmente, utilizzando attrezzi da raccolta limitati all’asta a specchio e al rastrello.
– Il pescatore professionista non può catturare giornalmente più di 1000 esemplari; al contrario il limite giornaliero per il pescatore sportivo è fissato in 50 ricci.
– La taglia minima di cattura del riccio di mare: non inferiore a 7 cm di diametro totale compresi gli aculei.
– La pesca professionale e sportiva del riccio di mare è vietala nei mesi di maggio e giugno.

Le regioni autonome, tipo la Sardegna, si appoggiano alla legislazione regionale.

In altre parti del mondo le tipologie consumate sono differenti:

– Negli stati americani del nord-Atlantico viene pescato il Strongylocentrus droebachiensis (Riccio Verde… non si capisce perchè visto che è arancione :-P). Il consumo locale è tuttavia modesto in quanto quasi tutto il pescato viene esportato in Giappone. Nel Maine i ricci sono denominati “Whore’s Egg” (Uova della meretrice… per usare una traduzione elegante 🙂 ). Nelle isole Orkney sono da sempre considerati una prelibatezza e vengono usati in sostituzione del burro.

– Nelle Indie occidentali viene consumato il Cidaris tribuloides.

– Nella costa del Pacifico degli stati uniti vengono consumati il Strongylocentrotus franciscanus (Ricio Rosso) e il Strongylocentrotus purpuratus (Riccio Viola)

– In Nuova Zelanda viene mangiato il Evechinus chloroticus conosciuto come Kina in linguaggio Maori. Sono tradizionalmente mangiati crudi.

– In Giappone il riccio di mare è chiamato Uni e raggiunge quotazioni di mercato superiori a 300€/Kg. Grosse quantità vengono importate dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud.

Il tempo volge al bello e la stagione dei ricci è cominciata… godeteveli prima del fermo biologico di maggio-giugno. Buoni ricci a tutti! 😉

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One thought on “Ricci in Italia e nel mondo

  1. antomadd

    Che io sappia i ricci di mare (sia Perancentrotus lividus che Arabacia lixula) sono specie a sessi separati e non ermafroditi (casi di ermafroditismo sono raririssimi).
    I maschi producono spermatozoi e le femmine le uova.

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