
Nell’assai variegato panorama della ristorazione italiana non è affatto raro incappare nella pretenziosità, dove con questo termine -parafrasando una definizione da dizionario- si va ad indicare una sindrome tipica dei locali che si pongono in qualche modo al di sopra del proprio reale valore.
Una premessa è necessaria: la formula del ristorante perfetto non è facilmente identificabile. Al netto della cucina, componente assolutamente necessaria ma non sufficiente, il resto è un’alchimia variabile di elementi dove concorrono l’ambiente e il servizio, in tutte le loro innumerevoli sfaccettature, oltre ai vini e ad un non meglio definibile "fattore X"… l’elemento misterioso che può persino rendere gradevole una mangiatoia anche a fronte di carenze negli altri settori.
Al Tonino Lamborghini Business Hotel si è di sicuro investito considerevolmente in un design efficiente e funzionale, ottenendo però una sala asettica, non particolarmente gradevole e sicuramente completamente priva di calore, con un enorme lampadario aracnidiforme che incombe sulle teste dei clienti. L’investimento invece centrato è la partership con il Parma calcio, il cui campo di allenamento dista non più di 500m, che garantisce la presenza assai frequente in sala dei famigerati giocatori di seria A. Leggi il seguito di questo post »




